Viterbo – (sil.co.) – Si è fatto arrestare nuovamente per droga il ristoratore viterbese 41enne finito nei guai lo scorso 18 febbraio quando, chiamando lui stesso la polizia in seguito a una lite con la compagna, fu arrestato per spaccio dopo il ritrovamento nella sua abitazione di due involucri in plastica contenenti quasi 50 grammi di cocaina e di un bilancino di precisione. Assolto tre giorni dopo con formula piena, dichiarando durante il processo per direttissima che lo stupefacente era detenuto per uso personale, a distanza di sette mesi è finito di nuovo nei guai nel primo pomeriggio di lunedì.
Carabinieri
Erano circa le 14,30 di lunedì 2 settembre quando il 41enne è stato intercettato dai carabinieri della compagnia di Civita Castellana, che lo hanno trovato in possesso di circa 15 grammi di cocaina suddivisa in dosi, mentre era in auto con un pregiudicato, a sua volta denunciato a piede libero.
La droga, rinvenuta in una busta della spesa, sarebbe stata mal confezionata, sembra avvolta con del nastro isolante da elettricista.
Il 41enne è stato arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, finendo ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che si è tenuta nel primo pomeriggio di ieri davanti al giudice Giovanna Camillo del tribunale di Viterbo.
Il giudice, convalidando l’arresto e concedendo i termini difesa all’avvocato d’ufficio Luigi Mancini, ha rimesso in libertà il 41enne, disponendo per l’imputato la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Viterbo con divieto di uscire la notte fino al processo, rinviato a fine mese.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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