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Roma - Ricercata a Cipro, è stata arrestata a giugno a Fiumicino proveniente dal Qatar

Miliardaria russa chiede i domiciliari a Bomarzo, no della cassazione: “Ha 21 milioni di dollari, potrebbe scappare”

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Roma – (sil.co.) – Bocciato dalla cassazione il ricorso contro il carcere di una cittadina russa ricercata a Cipro dove rischia una condanna fino a 14 anni di reclusione. Alla suprema corte italiana la difesa ha chiesto i domiciliari col braccialetto a casa di una connazionale residente a Bomarzo in provincia di Viterbo. La donna, sul cui conto corrente ci sono 21 milioni di dollari americani, è stata arrestata lo scorso mese di giugno dalla polizia di frontiera al suo sbarco all’aeroporto di Fiumicino proveniente dal Qatar. Per la cassazione, l’enorme disponibilità economica potrebbe favorire la latitanza. 


La polizia all'aeroporto

La polizia all’aeroporto


Protagonista una 44enne russa di Vladivostok, con legami in Vietnam, a carico della quale, lo scorso 18 giugno, è stata applicata dalla corte di appello di Roma la custodia cautelare in carcere, in funzione della sua consegna alla Repubblica di Cipro, in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso il 12 giugno 2023 dalla corte distrettuale di Nicosia, nell’ambito di un procedimento in cui si contestano alla donna i reati di associazione a delinquere, corruzione, riciclaggio, commessi nel territorio cipriota, punibili con pena massima di anni quattordici di reclusione.

“Nell’ordinanza impugnata – si legge nelle motivazioni della sentenza – si evidenzia che l’arrestata non parla la lingua italiana, che non è titolare di documenti d’identità italiani, che è priva di lavoro e di una residenza stabile in Italia, che l’arresto è avvenuto presso lo scalo aereo di Roma Fiumicino con provenienza dal Qatar e che le enormi disponibilità finanziarie (21 milioni di dollari americani sul proprio conto bancario) ed i legami all’estero (Vietnam e Russia) rendono altamente probabile la disponibilità di appoggi per rendersi latitante e sottrarsi alla consegna”.

“Le ulteriori considerazioni sulla impossibilità di viaggiare per effetto del ritiro del passaporto sono evidentemente superate dalla rilevata disponibilità di ingentissime disponibilità finanziarie – mettono nero su bianco gli ermellini – oltre che dalla natura dei reati per cui si procede (associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio), in ragione dell’implicito riferimento alla facilità di reperire falsi documenti di identità”.

Secondo la difesa l’ordinanza aveva invece omesso di motivare su elementi tali da escludere il pericolo di fuga, quali la sopraggiunta disponibilità di una dimora in Italia (appunto presso l’abitazione in Bomarzo di una cittadina russa disposta ad ospitarla), in contraddizione con la precedente ordinanza cautelare che aveva disposto la custodia in carcere motivando esclusivamente sull’assenza di un alloggio idoneo “per ottenere eventualmente il regime degli arresti domiciliari con dispositivo elettronico di controllo”.

E ancora. Violazione di legge per mancanza di motivazione sulla concreta sussistenza di un pericolo di fuga, desunto dalla disponibilità di ingenti risorse economiche e dalla circostanza dell’avvenuto arresto presso l’aeroporto di Roma Fiumicino dopo un volo proveniente dal Qatar, quindi, in assenza di congrui elementi di valutazione.

Il 20 giugno, il difensore della donna ha depositato motivi nuovi per violazione di legge deducendo il difetto delle condizioni per disporre la consegna e, quindi, per il mantenimento della misura cautelare, in ragione delle pessime condizioni delle carceri cipriote tali da tradursi in una violazione del divieto di trattamenti inumani e degradanti nonché l’assenza di un provvedimento cautelare, essendo stato il mandato di arresto emesso sulla base di mere esigenze investigative al di fuori di un procedimento penale pendente nei confronti della persona richiesta, senza una descrizione degli elementi indiziari a supporto dell’accusa di riciclaggio.

Il pubblico ministero, in persona del sostituto procuratore generale Silvia Salvadori, ha concluso per l’inammissibilità del ricorso poi rigettato dai giudici di piazza Cavour.


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25 settembre, 2024

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