Viterbo – (sil.co.) – Patteggia un anno di carcere per spaccio poi ci ripensa, no a un ulteriore sconto di pena. Definitiva la condanna a un anno di reclusione e quattromila euro di multa per “piccolo spaccio” inflitta a un pusher 37enne d’origine nordafricana cui, oltre al rito alternativo, è stata concessa anche la lieve entità.
La corte di cassazione ha bocciato il ricorso dell’imputato contro la sentenza con cui, il 18 dicembre 2023, il tribunale di Viterbo ha accolto la richiesta di patteggiamento della pena concordata con il pm, grazie al quale al 37enne, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito, è stata inflitta la condanna a un anno di carcere e a una multa di quattromila euro per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
La difesa, ritenendo eccessiva la pena, ha chiesto il riconoscimento della prevalenza delle circostanze attenuanti sulla contestata recidiva, ma gli ermellini hanno dichiarato il ricorso “inammissibile, in quanto proposto con motivi non consentiti, in quanto non riguardanti motivi attinenti all’espressione della volontà dell’imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all’erronea qualificazione giuridica del fatto e all’illegalità della pena o della misura di sicurezza”.
All’inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende, della somma di 4mila euro.
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