Viterbo – (sil.co.) – Con lo scooter travolse un pedone morto in ospedale dopo quattro giorni, dopo sette anni è stato assolto giovedì dal giudice Giovanna Camillo. Si tratta del centauro finito a processo per omicidio stradale che a Natale 2017 ha investito un anziano che stava attraversando la strada al Pilastro. Sul posto intervennero il 118 e la polizia locale.
Viterbo – Il 118 e la polizia locale – Foto di repertorio
Era il 23 dicembre 2017, previgilia di Natale, quando l’imputato, che procedeva in via Alessandro Volta in direzione di viale Bruno Buozzi a bordo di uno scooter, giunto nei pressi del bar Dei, ha travolto il pedone, un 61enne viterbese trovato dai soccorritori del 118 ancora in vita a una distanza di 7,20 metri dalle strisce, dove presumibilmente è stato scaraventato a causa della violenza dell’impatto.
La vittima, centrata in pieno ad appena una sessantina di metri dalla sua abitazione, è deceduta il 27 dicembre in ospedale dove era giunta in condizioni disperate.
Parte civile la figlia del 61enne, mentre l’imputato era difeso dall’avvocato Giovanni Bartoletti, che durante il processo ha esibito delle foto dei luoghi in condizioni di luce analoghe con chiazze di ombra e lice a causa del sole radente.
Secondo l’accusa la colpa sarebbe consistita nel tenere una velocità non adeguata alle caratteristiche della strada, alle condizioni oggettive di circolazione che si erano create nonché alle condizioni di illuminazione solare.
Il difensore Giovanni Bartoletti
“Si è raggiunta la prova dell’innocenza del mio assistito anche grazie alla puntuale ricostruzione cinematica del sinistro effettuata dell’ingegnere Sergio Franchino, che ha dimostrato l’inevitabilità e imprevedibilità dell’evento”, sottolinea il legale Bartoletti, che al riguardo ha presentato una memoria. “Durante l’istruttoria – dice ancora – non è assolutamente emerso che la velocità dell’imputato fosse inadeguata”.
Nella relazione del consulente si legge: “Il conducente del motociclo circolava ad una velocità dell’ordine dei V1=26 Km/h, di molto inferiore al limite massimo ammesso di 50 Km/h comunque prudenziale per lo stato e la situazione dei luoghi, il quale per l’imprevedibilità dell’evento, rappresentata dal fatto che il pedone attraversava la carreggiata pressoché al centro del tratto curvo e distante dalle strisce pedonali ivi esistenti, e la repentinità dell’evento stesso, verificatosi nel tempo di 1,6 secondi pari a un tempo di percezione del pericolo, non ebbe a disposizione spazi e tempi necessari per riuscire ad evitare l’impatto”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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