Viterbo – (sil.co.) – Bancarotta fraudolenta da 12 milioni di euro e evasione fiscale da 3 milioni di euro, due imprenditori a processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo. Sono un 56enne e un 50enne campani, entrambi della provincia di Napoli. Le indagini della guardia di finanza, relative ai conti di un’azienda di moda fallita con sede a Civita Castellana, hanno preso il via nel 2021.
Guardia di finanza
La coppia è stata rinviata a giudizio la scorsa estate dal gup Savina Poli su richiesta del pubblico ministero Michele Adragna risalente al 7 dicembre dell’anno scorso. Il processo si è invece aperto martedì con un’eccezione dell’avvocato Vito Castronuovo del foro di Roma, che assiste il cinquantenne, mentre l’altro imputato è assistito dal legale viterbese Simone Bernini.
Al centro dell’eccezione del difensore Castronuovo la presunta nullità dell’interrogatorio davanti al gup del 7 novembre 2023. Insussistente secondo la pm Paola Conti che ha peraltro ricordato come l’imputato, alla presenza anche del pm Adragna, si sia avvalso della facoltà di non rispondere. E rigettata dal presidente del collegio Francesco Oddi.
Gli imputati sono accusati in concorso, il 56enne in qualità di legale rappresentante dal 26 ottobre 2016 al 23 luglio 2019 e il 30enne di amministratore di fatto di una società a responsabilità limitata dichiarata fallita con sentenza del tribunale di Viterbo del 19 settembre 2020.
La coppia avrebbe distratto beni per complessivi 12 milioni e 625.822,05 euro attraverso l’emissione di una serie di bonifici in uscita dai propri conti correnti verso cinque società, due di pellami, una di calzature e una di abbigliamento riconducibili a familiari.
Al fine di evadere le imposte sul reddito della società, Ires, non avrebbero inoltre presentato, essendovi obbligati, la dichiarazione relative a dette imposte per gli esercizi 2018 e 2019, in presenza di imposta sul reddito delle società evasa superiore a cinquantamila euro (rispettivamente pari a 2.508.794 euro per l’esercizio 2018 e 243.778 euro per l’esercizio 2019).
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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