Orte – (sil.co.) – Professionista dei pedaggi a scrocco a processo a Viterbo. Si tratta di un 52enne napoletano difeso d’ufficio dall’avvocato Walter Pella che secondo l’accusa sarebbe stato un habitué dei caselli a sbafo e che, avendo commesso la prima truffa accertata a Orte, è finito a processo al palazzo di giustizia del Riello.
Casello autostradale
Secondo l’accusa, sarebbe stato abilissimo nelle uscite dalla corsia “telepass” senza essere provvisto di sistemi di pagamento elettronico e senza che la sbarra si richiudesse automaticamente sul suo cofano al passaggio. .
Era il 30 luglio 2019 quando l’imputato, un 62enne napoletano alla guida della macchina di uno zio allettato, si sarebbe incollato alla vettura che lo precedeva, ripreso dalle telecamere, per superare gratis la barriera.
Lo avrebbe fatto almeno altre undici volte nel mese successivo, fino al 31 agosto 2019, periodo in cui sono collocati i fatti contestati. Sempre con la macchina intestata al congiunto. Per un totale di 1.164,09 euro “evasi”, tra le uscite di Orte, Loreto, Ferentino, Napoli Nord, Cassino, Nola e Frosinone.
Parte civile la società autostrade, il cui procuratore avrebbe dovuto essere sentito ieri come parte offesa dal giudice onorario Silvia Bartollini del tribunale di Viterbo, costretta a rinviare l’udienza alla prossima estate perché il teste citato nel frattempo è andato in pensione e dovrà venire al suo posto il successore.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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