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Tribunale - Imputato un italiano del posto, in fuga con un bottino di duemila euro - È stato identificato dai carabinieri

Rapinò tabaccheria armato di pistola, al via il processo

di Silvana Cortignani
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Bagnoregio – Rapinò una tabaccheria a Bagnoregio armato di pistola e col volto travisato da un casco da motociclista, processo al via dopo sette anni.


Carabinieri a cavallo a Bagnoregio - foto di repertorio

Carabinieri a cavallo a Bagnoregio – foto di repertorio


Dalla rapina sono trascorsi oltre sette anni perché, prima di arrivare davanti al collegio, il presunto bandito, che non fu arrestato in flagranza ma identificato in un secondo momento, è passato dall’udienza preliminare, in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio del pm Massimiliano Siddi, a conclusione delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Montefiascone e della stazione di Bagnoregio. 

Imputato davanti al tribunale di Viterbo un 66enne italiano del posto, anche se originario della Bassa Tuscia, che il 9 marzo 2017 fece irruzione a mano armata nell’esercizio commerciale situato al civico 3 di piazza Cavalieri Vittorio Veneto, razziando duemila euro in contanti e un carnet di assegni in bianco, infilati prontamente in uno zainetto prima di dileguarsi. 

Il rapinatore per non farsi riconoscere si era travisato il volto con un casco da motociclista, minacciando con la pistola la commessa, una giovane oggi 38enne, anche lei residente a Bagnoregio, appropriandosi così di tre portafogli contenenti parte dell’incasso che erano custoditi in un cassetto del bancone e tornando a sventolarle nuovamente l’arma sotto il viso prima di darsi alla fuga, intimandole di smettere di gridare visto che lei urlava a squarciagola per richiamare l’attenzione dei passanti. 

Gli investigatori, nel corso delle indagini, avrebbero sequestrato anche lo zainetto usato dal bandito per nascondere il bottino della rapina. 

Il 66enne, difeso di fiducia dall’avvocato Alfredo Trotta, anche se successivamente è emerso che l’arma era in realtà una pistola giocattolo, è imputato di rapina pluriaggravata davanti al tribunale in composizione collegiale. Parti offese la commessa e la titolare 58enne della tabaccheria che, pur non essendosi costituite parti civili, sono assistite dall’avvocato Marina Bernini, anche lei come il collega del foro di Viterbo. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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9 ottobre, 2024

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