Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Vittima una studentessa universitaria - Imputato un coetaneo conosciuto su Instagram

Ventenne perseguitata dall’ex: “Si è inciso il mio nome sulla coscia con un oggetto appuntito”

Condividi la notizia:


Aggressione - Foto di repertorio

Aggressione – Foto di repertorio

Viterbo – (sil.co.) – Lo conosce su Instagram e se ne innamora, ma in breve scopre che il ventenne è un “mostro”.

Capace, quando lei lo ha lasciato, di presentarsi sotto casa sua “con la coscia sfregiata dal mio nome inciso sulla carne viva con un oggetto acuminato”, per convincerla a tornare insieme.. 

Era la primavera del 2022 quando la presunta vittima, oggi 22enne, ha iniziato a frequentare il coetaneo con cui era entrata in contatto tramite social.

È finita con una denuncia per lesioni e stalking, presentata l’11 dicembre 2023, sfociata per l’ex in un processo col giudizio immediato, entrato nel vivo ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi con la testimonianza fiume della parte offesa. 

Lei, dell’hinterland capitolino come l’imputato, è una studentessa universitaria iscritta alla facoltà di biologia dell’ateneo viterbese. La relazione della coppia, nata a Roma e caratterizzata da un continuo “lascia e prendi”, si sarebbe poi sviluppata nel capoluogo della Tuscia, dove la 22enne è venuta a vivere con due coinquiline, studiando di giorno e lavorando come cameriera in un bar di San Pellegrino la sera. 

Tra i primi episodi, un morso sulla guancia ricevuto al culmine dell’ennesimo litigio. Per poi arrivare quasi a strangolarla con la cintura di sicurezza della macchina. “Solo perché avevo ricevuto dei messaggi da un amico. Quando mi sono accasciata sul finestrino, dopo che aveva provato a soffocarmi, è scappato”, ha spiegato in aula la 22enne che, pur dicendo di no alla revoca della misura cautelare del braccialetto elettronico chiesta dalla difesa, non si è costituita parte civile.

“Lui non stava bene e io pensavo di essere l’unica a poterlo salvare, lui è andato dallo psicologo e anche dallo psichiatra, ma non si curava e diceva bugie sulle terapie che in realtà non faceva”, ha spiegato al giudice che le chiedeva perché non avesse chiuso prima. La difesa, al riguardo, ha detto che l’imputato si sta curando e sta molto meglio: “Ha anche trovato un lavoro”. 

Il processo è appena all’inizio.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
31 ottobre, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/