Viterbo – “Parola fine sull’impianto di biometano ad Arlena di Castro”. Il tanto discusso progetto non si farà, come precisato dal presidente della provincia Alessandro Romoli, ieri in apertura dei lavori di consiglio.
Viterbo – Alessandro Romoli
“All’esito della conferenza dei servizi – sottolinea Romoli – prendiamo atto con soddisfazione della bocciatura dell’impianto ad Arlena di Castro. La provincia ha avuto nella vicenda uno ruolo dirimente, questo è un risultato per tutto il territorio, che ristabilisce il principio dell’autosufficienza per quanto riguarda gli impianti di lavorazione e trattamenti rifiuti”.
Oltre a palazzo Gentili, sull’opera avevano espresso la loro contrarietà diversi comuni, interessati dal passaggio dei mezzi che ogni giorno avrebbero attraversato i rispettivi territori per arrivare al sito.
Una notizia buona e una un decisamente meno.
“L’avvio in provincia della Vas – anticipa Romoli – per le aree idonee a ospitare il deposito nazionale rifiuti radioattivi. Partono le consultazioni, 45 giorni per l’invio di un rapporto preliminare. Riprenderemo le osservazioni fatte finora, aggiungendo elementi nuovi.
Quello delle scorie radioattive è un tema che ci preoccupa. Non si tratta di un pregiudizio, ma di una contrarietà supportata da dati oggettivi”.
Il ministero dell’Ambiente ha comunicato l’avvio del procedimento di valutazione ambientale strategica (Vas) della proposta di carta nazionale delle aree idonee (Cnai) a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, incluso in un parco tecnologico.
La fase di consultazione è avviata. Nella Tuscia sono stati individuati una ventina di siti su una cinquantina totali in tutta Italia.
Solo il calcolo delle probabilità, con questi numeri, fa comprendere le preoccupazioni di un territorio che su rifiuti ed energia, alternativa e non, ha già dato.
Giuseppe Ferlicca
– Romoli: “Energie rinnovabili: 718 richieste per impianti nella Tuscia, è un’invasione”
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