Rieti – (sil.co.) – Rave party fuorilegge, rinviata per dei difetti di notifica l’udienza predibattimentale a carico di tredici imputati di concorso in invasione di terreni o edifici, tra cui quattro viterbesi.
Carabinieri – foto di repertorio
Furono tutti denunciati tre anni e mezzo fa a piede libero dai carabinieri di Rieti che li hanno sorpresi mentre stavano organizzando un maxi raduno in un capannone di Configni, un comune di 500 anime tra i monti della Sabina.
Era la notte tra venerdì 9 e sabato 10 aprile 2021 quando furono identificati dai carabinieri di Poggio Mirteto – coadiuvati dai colleghi delle stazioni di Configni e di Collevecchio – in servizio di prevenzione della diffusione del virus Covid-19
Quattro sono della provincia di Viterbo: tra loro un 42enne e un 35enne di Corchiano, un 31enne di Castiglione in Teverina e un 30enne di Vetralla. Tre sono della provincia di Terni: un 30enne di Attigliano, una 21enne di Orvieto e un 36enne di Amelia. Due sono del Reatino: un 28enne di Amatrice e una 24enne di Rieti. Altri quattro sono di Roma.
Secondo l’accusa, dopo avere raggiunto località Piano Lago, sul Monte Cosce, si sono introdotti, forzando il cancello d’ingresso, in un capannone di proprietà del comune di Configni, con l’intenzione di dare vita a un rave party, interrotti dall’arrivo dei carabinieri.
La citazione diretta a giudizio da parte del pubblico ministero Edoardo Capizzi della procura di Rieti è stata recapitata agli imputati la primavera scorsa, a distanza di tre anni dai fatti, con udienza predibattimentale fissata davanti al giudice Carlo Sabatini che ha rinviato a gennaio.
I quattro imputati del Viterbese sono difesi dagli avvocati Anna Rita Rufini, Franco Taurchini e Samuele De Santis.
– Rave party durante la pandemia, in tredici a processo tra cui quattro viterbesi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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