Montefiascone – (sil.co.) – Tradisce la fiducia della donna che lo aveva ospitato in casa per amicizia, consentendogli di accedere all’affidamento in prova ai servizi sociali: il beneficio gli è stato revocato in via definitiva dalla cassazione.
Protagonista della vicenda un cinquantenne cui la misura alternativa concessa il 6 dicembre 2022 – per una sentenza del 2012 diventata definitiva – è stata revocata dal tribunale di sorveglianza lo scorso 18 aprile, dopo la sospensione provvisoria da parte del magistrato di sorveglianza di Viterbo del 3 aprile, in seguito a un’informativa dei carabinieri della compagnia di Montefiascone.
Il giorno precedente, ovvero lo scorso 2 aprile, è successo che la proprietaria dell’immobile nel quale il cinquantenne stava eseguendo la misura ha revocato la sua disponibilità ad ospitare il condannato, in quanto questi, sotto l’effetto di sostanze alcooliche, aveva più volte manifestato atteggiamenti aggressivi nei suoi confronti.
La cassazione ha ritenuto infondato il ricorso del cinquantenne, evidenziando che la misura alternativa alla detenzione concessa si era rivelata come “non idonea a svolgere una concreta funzione risocializzante, posto che questi aveva dimostrato di non saper gestire gli impulsi aggressivi, tanto da indurre la persona che lo stava ospitando per amicizia a temere per la propria incolumità, tanto da revocare la disponibilità all’accoglienza”.
La difesa aveva chiesto un breve rinvio al fine di poter documentare i contatti con il Serd – anche per valutare la possibile sostituzione della misura che era in esecuzione con quella dell'”affidamento in prova in casi particolari” – e di poter reperire una nuova sistemazione alloggiativa, che avrebbe garantito al condannato di poter continuare a lavorare, eventualmente in regime di semilibertà.
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