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Tribunale - Dopo 4 anni dalla morte dell'animale - Il campione: "Non è possibile dover aspettare così tanto tempo"

Uccise l’asina del rugbista Andrea Lo Cicero, ripreso il processo al cacciatore

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Nepi – È ripreso davanti al giudice Roberto Cappelli il processo al cacciatore che uccise l’asina dell’ex rugbista azzurro Andrea Lo Cicero, parte civile contro l’imputato per il quale è pronto a chiedere la condanna e il risarcimento dei danni subiti da lui e dalla sua famiglia. Nel frattempo sono trascorsi esattamente quattro anni da quell’8 novembre 2020 in cui, davanti agli occhi del figlio, si è consumata la tragedia: “Non è possibile dover aspettare così tanti anni”, afferma il rugbista.


 

ATTENZIONE – Le immagini del video potrebbero urtare la tua sensibilità


Era l’8 novembre 2020. Zaira, questo il nome della povera bestiola, era uno degli asinelli allevati dal campione per la pet-therapy per bimbi diversamente abili.

Il processo si è aperto il 15 maggio con la testimonianza della parte offesa, lo stesso Andrea lo Cicero, che ha ricostruito in tribunale il tragico evento. Durante l’ultima udienza, invece, sono stati sentiti il medico legale che ha constatato il decesso dell’animale e due cacciatori, mentre la prossima primavera toccherà a ulteriori testimoni dei carabinieri forestali. 

“Spero che poi si arrivi alla conclusione di questa tristissima vicenda, perché non è possibile dover aspettare così tanti anni”, commenta Lo Cicero, sottolineando come ne siano già passati per l’appunto quattro dalla terribile morte di Zaira.

Imputato, come si ricorderà, un ottantenne che quella domenica pomeriggio di quattro anni fa pare fosse in una squadra che stava partecipando alla caccia al cinghiale. Al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino sono stati sentiti anche il perito balistico e un altro cacciatore. 


L'asina di Andrea Lo Cicero uccisa da un cacciatore

L’asina di Andrea Lo Cicero uccisa da un cacciatore


“Bastardi, c’è una recinzione, guarda cosa hanno fatto, hanno ammazzato un animale, era come una figlia per me, non si può fare”, le grida disperate di Lo Cicero nel drammatico video diffuso su Facebook, girato tra i singhiozzi subito dopo il fatto, in cui accarezza il capo della povera bestiola morta, in attesa dell’arrivo dei carabinieri forestali.

Zaira è stata brutalmente uccisa a Nepi, nella frazione di Umiltà, dove Lo Cicero vive da diverso tempo con la famiglia nella fattoria “I Scecchi” dove, tra diversi animali, alleva asine destinate anche all’onoterapia, pratica ritenuta molto efficace nell’affiancamento delle terapie motorie per i bambini disabili e con sindrome di Down. 

“Sono vivo per miracolo – ha ricordato a Tusciaweb il 48enne Lo Cicero, incontrato in tribunale – ero fuori con mia moglie Roberta e mio figlio per dare da mangiare agli animali, poteva avere ucciso uno di noi, mio figlio, me o mia moglie, quando ha sparato colpendo l’asina, che è morta. Dopo di che ha detto ‘te la ripago la bestia’ e ha fatto per andarsene. Al che naturalmente l’ho fermato”.

La fucilata sarebbe stata sparata con un’arma in grado di colpire fino a tre chilometri e mezzo, a una distanza di 26 metri dal bersaglio e a 60 metri dalla fattoria di Lo Cicero. “Non poteva non saperlo, visto che la ‘casa di caccia’ si trova ad appena 30 metri”, ha spiegato in aula il rugbista, ribadendo che per lui gli animali sono come i familiari.

“L’asina è morta tra le mie braccia, ma io non potevo fare niente. Mia moglie e mio figlio hanno assistito alla scena straziante senza poter fare nulla per salvare Zaira”, ha sottolineato.

Silvana Cortignani


Articoli: A processo il cacciatore che uccise l’asina di Lo Cicero, il campione di rugby: “Poteva avere ammazzato mio figlio” –  “Un cacciatore ha sparato senza scrupolo e ucciso una delle mie asine


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 novembre, 2024

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