Viterbo – (sil.co.) – Botte tra vicini per un cane che abbaia, a processo contemporaneamente come imputati e parti offese i due contendenti, che hanno riportato prognosi di 8 e 10 giorni, diventate strada facendo di quattro mesi. Sono intervenuti carabinieri e 118.
Latrati e urla disumane
I fatti, avvenuti in un centro della Teverina, risalgono alle sera del 6 luglio 2020 quando, in piena pandemia, anche altri vicini hanno raccontato in tribunale di essere stati attirati dall’abbaiare senza sosta del solito cane, “pareva impazzito”, e da urla “disumane”provenienti dal giardino, dove uno dei due avrebbe sferrato due calci all’altro dopo averlo atterrato.
Facebook e raccolta firme
Il processo è ripreso nei giorni scorsi davanti al giudice Jacopo Rocchi. Uno dei due imputati-parte offesa, difeso dall’avvocato Ottavio Maria Capparella, ha ammesso di avere pubblicato dei post di “lamentazioni” su Facebook e anche di avere avviato una raccolta firme per chiedere un intervento delle istituzioni, professandosi contemporaneamente “animalista convinto” e per questo tanto più consapevole della carenze della controparte nell’educare i cani. L’altro imputato-parte offesa è difeso dall’avvocato Luca Ragonesi.
Udienza fiume per 12 testi difesa
Tutti i testimoni sentiti finora hanno concordato nel dire che l’abbaiare continuo del cane, giorno e notte, notte e giorno, fosse un qualcosa di esasperante. Ma su carta dovrebbe essere la prossima la vera udienza decisiva del processo. Una udienza fiume, programmata a fine estate, riservata all’ascolto di ben 12 testimoni della difesa Capparella, tra i quali dei medici specialisti in servizio presso l’ospedale Israelitico di Roma. A ottobre è invece prevista la discussione.
No a ulteriori perizie medico-legali
Il giudice, sciogliendo la riserva, ha nel frattempo rigettato la richiesta di una ulteriore perizia medico legale super partes, chiesta da entrambi i difensori sulle famose lesioni, partite come lesioni semplici in seguito alle prognosi di 8 e 10 giorni dei sanitari del pronto soccorso do Belcolle e che si sono poi trasformate in lesioni gravi in seguito al moltiplicarsi dei giorni di malattia, passati rispettivamente da 8 giorni a 130 giorni e da 10 giorni a 140 giorni.
– Botte tra vicini per un cane che abbaia, a processo con prognosi di oltre quattro mesi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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