Orte – “Logopedista accusata di assenteismo, ma lavorava fuori e dentro la casa della salute”, la difendono due dirigenti della Asl di Viterbo.
Sono i presunti furbetti del cartellino della casa della salute di Orte, per i quali è giunto alle ultime battute a distanza di otto anni dai fatti il processo.
Imputati cinque dipendenti della Asl di Viterbo, che si è costituita parte civile. La gran parte dei quali andati nel frattempo in pensione.
Imputati di truffa aggravata allo stato sono finiti tre medici e due tecnici radiologi che, dopo avere regolarmente timbrato il cartellino, si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per andare al bar o a fare la spesa.
Le indagini, per fatti risalenti al 2016, sono state condotte da carabinieri e guardia di finanza tra il 2017 e il 2018.
All’udienza di ieri, davanti al giudice Giacomo Autizi, sono stati ascoltati due testimoni della difesa dell’avvocato Giuseppe Picchiarelli, che assiste, tra gli altri, una ex logopedista, da tempo pensionata, accusata di assenteismo come gli altri imputati, nel periodo che va dall’11 aprile al 29 giugno 2016..
Per la logopedista, specializzata in bambini con disturbi del linguaggio dalla scuola materna alla scuola media, sono stati sentiti il dottor Marco Marcelli, direttore dell’unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile, e il collega Adrio Savini, dal 1989 psicologo coadiutore e responsabile della terza sezione di neuropsichiatria infantile della Asl di Viterbo.
Entrambi i dirigenti medici hanno spiegato come la logopedista di neuropsichiatria infantile lavorasse sia presso gli ambulatori della casa della salute di Orte, sia esternamente.
“Si occupava di diagnosi, valutazioni, relazioni, terapie ai bambini – hanno spiegato i dirigenti – il che significava anche partecipare ai ‘glh’ scolastici, ovvero ai gruppi di lavoro handicap, vale a dire incontri che si tenevano nei vari istituti scolastici con gli insegnanti degli alunni disabili, le famiglie e la Asl, solitamente concentrati tra ottobre-dicembre e aprile-giugno”.
“In casi rari e isolati era previsto che svolgesse anche terapie a domicilio, per bambini che richiedessero interventi particolari”, hanno proseguito. “Era legittimata ad allontanarsi dalla casa della salute per lavorare all’esterno”, hanno risposto all’avvocato Picchiarelli.
A febbraio discussione e sentenza.
Silvana Cortignani
Articoli: “Tecnici radiologi pagati per lavorare 5 giorni alla settimana, ma col divieto di lavorare martedì e giovedì…” – Furbetti del cartellino alla casa della salute, raffica di udienze per cinque presunti assenteisti – Assenteismo alla casa della salute, ennesimo rinvio – Furbetti del cartellino, 16 testi pronti a difendere i cinque imputati – Al bar o a fare shopping in orario di lavoro, tre medici e due tecnici accusati di assenteismo – Assenteismo alla casa della salute, a processo cinque dipendenti della Asl – Assenteismo alla casa della salute, 5 indagati
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY