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Tribunale - Imputata una ottantenne - Ora chiede di riavere subito la "minima" e oltre tre anni di arretrati

Eredita casa al Circeo ma continua a prendere la pensione, assolta…

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Luca Nisi

Luca Nisi

Viterbo – (sil.co.) – Pensionata eredita una casa al Circeo e l’Inps le sospende l’assegno sociale.

Protagonista una ottantenne che ieri è stata assolta dal collegio ed è ora pronta a pretendere in sede civile tutti gli arretrati.

Sul caso ha indagato la guardia di finanza. mentre ieri è stata sentita in aula una funzionaria dell’Inps, ultima teste del processo, citata dal tribunale per chiarimenti sulle procedure.

L’anziana imputata, difesa dall’avvocato Luca Nisi, era accusata di avere “truffato” l’ente omettendo di dichiarare come “reddito” una eredità risalente al 2014 di 73mila euro in contanti più una casa al Circeo, quest’ultima venduta l’anno successivo, cioè nel 2015, per 146mila euro, a metà con un’altra persona, per cui altri 73mila euro. 

Abbastanza, secondo l’accusa, per configurare il reato di indebita percezione dell’assegno sociale, la cosiddetta “minima” da 500 euro, percepita dal 2009 e sospesa dal 25 aprile 2021. 

Ieri, a distanza di oltre tre anni e mezzo da quando le è stata tolta la pensione, l’ottantenne è stata assolta dal collegio. L’accusa aveva chiesto una condanna a sei mesi di reclusione. La difesa, nella sua arringa, ha sottolineato come la donna non abbia omesso di comunicare un “reddito”, ma semmai di dichiarare un “aumento di patrimonio”. 

“Adesso la mia assistita è pronta a vedersi riattivare l’assegno sociale e a chiedere indietro tutti gli assegni che non ha percepito in questi anni in seguito alla sospensione”. 


– Pensionata eredita 73mila euro e una casa al Circeo, a processo per truffa aggravata all’Inps


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 dicembre, 2024

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