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Tribunale - L'imputato non era in Italia al momento del blitz dei carabinieri - Credibile la versione fornita da un testimone

Sfruttamento del lavoro, assolto fruttivendolo: “La presunta vittima era un ospite”

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Carabinieri - Un inseguimento - Foto di repertorio

Carabinieri – Foto di repertorio

Vetralla – (sil.co.) – Sfruttamento del lavoro, assolto il titolare egiziano di un negozio di frutta e verdura di Vetralla. La presunta vittima sarebbe stato un ospite e non un dipendente al nero.

L’imprenditore, proprietario anche di altri due negozi, a Tuscania e Viterbo, era finito nei guai due anni fa, alla vigilia dell’Immacolata del 2022, quando i carabinieri avrebbero trovato  intento a lavorare presso la sua attività un connazionale non in possesso di regolare contratto.

A salvarlo è stata la testimonianza di un altro dipendente egiziano che ha fornito ieri al giudice Jacopo Rocchi una diversa lettura dei fatti.

“Si trattava di un connazionale giunto da poco in Italia, che non parlava l’italiano e non sapeva dove andare, per cui l’ho ospitato per qualche giorno a casa mia, offrendogli un posto dove dormire e pasti caldi mentre cercava lavoro. In quei pochi giorni, lui passava dal negozio per scambiare due parole e per sdebitarsi andava a prendere la colazione o faceva qualche piccola commissione. Niente altro”, ha spiegato.

“Quando sono venuti i carabinieri il titolare nemmeno c’era, era in vacanza in Egitto”, ha concluso il teste. La stessa accusa ha chiesto l’assoluzione, concessa dal giudice con formula piena dopo una breve camera di consiglio. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 dicembre, 2024

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