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Viterbo - Laura, maestra di scuola elementare - Una storia che si può ascoltare sedendosi sulla panchina rossa di Tobia

“Violenza sulle donne, quando sono entrata in casa protetta avevo delle ciocche di capelli mancanti in testa…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Quando sono entrata in casa protetta avevo delle ciocche di capelli mancanti in testa”. È la storia di Laura, vittima di violenza da parte di suo marito. Una storia che si può ascoltare sedendosi sulla panchina rossa che ieri mattina il comune di Viterbo ha inaugurato a Tobia

“Una panchina simbolo di speranza – come l’ha descritta l’assessora alle politiche sociali Rosanna Giliberto – perché racconta la storia di chi ce l’ha fatta”. Una panchina che parla alle coscienze voluta dall’amministrazione comunale e dalla comunità di Tobia in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.


Viterbo - Inaugurazione panchina rossa a Tobia

Viterbo – Inaugurazione panchina rossa a Tobia


Per ascoltare la storia basta sedersi, la panchina sta nella piazza principale del paese, inquadrare il qrcode e mettersi le cuffiette del cellulare. Una storia donata dalla Nona casa di Cuneo alla quale, a sua volta, il comune ha messo a disposizione una storia viterbese.

“In questura – racconta Laura, una maestra di scuola elementare – spinta da mia figlia adolescente, sto provando con molta vergogna a sporgere denuncia nei confronti di mio marito. Lui è un importante assicuratore della città e a me sembra di non avere abbastanza potere per essere ascoltata e creduta. La situazione che racconto trasuda timore e terrore, al punto che, da quando mio figlio più grande si è trasferito a Torino per l’università, io e mia figlia di notte ci barrichiamo in camera da letto chiudendoci a chiave dall’interno e mettendo la scrivania a sbarramento della porta d’accesso”.


Viterbo - Inaugurazione panchina rossa a Tobia - Rosanna Giliberto

Viterbo – Inaugurazione panchina rossa a Tobia – Rosanna Giliberto


“Mio marito infatti – prosegue Laura – in preda all’insonnia era solito intrufolarsi in camera mia e della figlia per prendersi rapporti sessuali e picchiarmi in caso di rifiuto. Il tutto di fronte a mia figlia adolescente che, nel tentativo di difendermi, spesso è stata vittima di calci, pugni, sputi e spintoni”.

“Avevo delle ciocche di capelli mancanti in testa – sottolinea Laura – quando sono entrata in casa protetta. Questo perché mio marito era solito trascinarmi dai capelli per immobilizzarmi. Io e mia figlia siamo due grandi lettrici. Abbiamo una libreria fornitissima in una stanza della casa. Solo che mio marito ogni tanto la chiudeva a chiave per punizione nei miei confronti. Ha persino gettato o rovinato i miei libri preferiti. Per qualsivoglia sciocchezza”.


Viterbo - Panchina rossa di Tobia - Il qrcode per ascoltare la storia di Laura

Viterbo – Panchina rossa di Tobia – Il qrcode per ascoltare la storia di Laura


“Dopo qualche mese di permanenza in casa protetta – continua Laura – i miei capelli sono ricresciuti, le stanze sono piene di libri e cominciamo a vedere una via d’uscita. Io provengo da una di quelle famiglie piemontesi vecchio stampo. All’età di 50 anni non avrei mai pensato di potermi separare e poi divorziare da mio marito. I miei figli mi hanno dato la forza di farlo. In poco tempo sono riuscita a tornare al lavoro, nella mia scuola, ma soprattutto a riprendere il volontariato con i figli perduti nel campo Rom di Cerialdo. Ho un nuovo compagno che ama me e i miei figli. La casa rifugio è stata il primo passo verso la rinascita. La risposta per cambiare in positivo, per me stessa e per chi aveva vissuto insieme a me una vita troppo frastornata”.


Viterbo - Inaugurazione panchina rossa a Tobia

Viterbo – Inaugurazione panchina rossa a Tobia


“A tutte le donne direi di provare ad avere coraggio – conclude infine Laura -. Deve esserci sempre uno spiraglio di vita. Noi ci abbiamo provato e ci proviamo ogni giorno”.

Daniele Camilli


– Rosanna Giliberto: “Una panchina rossa a Tobia per raccontate la storia di chi ce l’ha fatta”


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2 dicembre, 2024

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