Il muro all’uscita dall’ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario
Viterbo – Il comune chiede alla regione il colore originario delle facciate del palazzo del colle del Duomo per capire quali azioni amministrative e sanzionatorie intraprendere e alla polizia locale di confermare un responsabile di quanto accaduto che si è già dichiarato.
È quello che sta scritto, nero su bianco, nella lettera di risposta del dirigente del settore VII del comune di Viterbo, Stefano Peruzzo, alla soprintendente Margherita Eichberg che chiede se ci sono state autorizzazioni da parte dell’amministrazione comunale e “di procedere agli accertamenti di responsabilità, e in sinergia con il suo ufficio alle azioni sanzionatorie di competenza”.
Stefano Peruzzo
La questione è quella dei lavori di tinteggiatura, con quadri turistico promozionali del territorio al seguito, realizzati da Giulio Della Rocca, assieme ad altre 5 persone, su un palazzo dell’ex ospedale di proprietà regionale, vincolato dalla soprintendenza, all’uscita degli ascensori che portano direttamente sul colle del Duomo.
Giulio Della Rocca
La prima a scrivere è appunto la soprintendenza, e lo fa il 2 gennaio di quest’anno. “A seguito delle segnalazioni degli organi di informazione – esordisce Eichberg -, questo ufficio è venuto a conoscenza dell’avvenuta tinteggiatura di una parte della porzione inferiore del complesso dell’ospedale grande degli infermi ed apposizione di alcuni pannelli pubblicitari. Considerato che l’immobile risulta tutelato ai sensi dell’articolo 21 del Dlgs 42/04; considerato che agli atti d’ufficio non risultano autorizzazioni in merito; si chiedono a codesta amministrazione comunale, nello spirito di collaborazione tra enti, informazioni in merito ad eventuali autorizzativi rilasciati e, nel caso, di procedere agli accertamenti di responsabilità, e in sinergia con questo ufficio alle azioni sanzionatorie di competenza”.
A rispondergli, il giorno dopo, è il comune, a firma del dirigente del settore VII che invia la lettera anche alla regione Lazio e al comando della Polizia locale. “In riscontro alla nota di pari oggetto, trasmessa dal ministero – spiega Peruzzo – con la presente si rappresenta che non risultano agli atti dello scrivente ufficio richieste di merito, né tantomeno autorizzazioni di alcuna natura, per l’esecuzione delle opere indicate”.
Margherita Eichberg
“Ciò detto – prosegue poi Peruzzo – nel confermare il consueto spirito di collaborazione, che ha da sempre caratterizzato la mia dirigenza, e nel restare a disposizione per qualsiasi necessità, nell’ambito del procedimento in oggetto, con la presente si chiede alla regione Lazio, in qualità di proprietaria dell’immobile, l’esatta cromia originaria delle facciate esterne del fabbricato, ai fini della corretta individuazione delle azioni amministrative e sanzionatorie da intraprendere, di competenza dello scrivente settore e della soprintendenza”.
Il muro all’uscita dall’ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario
“Alla Polizia locale del comune di Viterbo – conclude infine Peruzzo – si chiede il consueto supporto, nell’ambito dell’attività di vigilanza edilizia, per i sopralluoghi di rito e per confermare il responsabile del potenziale abuso che, da una lettura degli organi di stampa, sembrerebbe essere già stato identificato, essendosi lo stesso assunto pubblicamente la responsabilità dell’accaduto”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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