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Viterbo - La capogruppo di FdI dopo la tinteggiatura in rosa di un palazzo del colle del Duomo: "Rischiamo di diventare la capitale della sottocultura, non della cultura"

Ex ospedale impiastrato, Laura Allegrini: “Quasi meglio la certezza del degrado che quell’insieme pacchiano e arrangiato…”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Il muro all'uscita dall'ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario

Il muro all’uscita dall’ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario


Viterbo – “Quasi meglio la certezza del degrado che quell’insieme pacchiano e arrangiato”. La capogruppo di FdI al comune, Laura Allegrini, è lapidaria. 

La questione sono i lavori di tinteggiatura, con quadri turistico promozionali del territorio al seguito, realizzati da Giulio Della Rocca, assieme ad altre 5 persone, su un palazzo dell’ex ospedale di proprietà regionale, vincolato dalla soprintendenza, all’uscita degli ascensori che portano direttamente sul colle del Duomo.

“Non entro nel merito delle opere – dice Allegrini – perché non le ho viste da vicino. Trovo tuttavia l’insieme molto pacchiano e arrangiato. Quasi meglio la certezza del degrado”.

“Rischiamo di diventare la capitale della sottocultura – aggiunge poi Allegrini -, non della cultura”.


Laura Allegrini

Laura Allegrini


Giulio Della Rocca dichiara: “Ho fatto i lavori senza autorizzazioni, tutti eravamo consapevoli di quanto stavamo facendo… tornassi indietro lo rifarei”. Qual è il suo commento, il commento della capogruppo di Fratelli d’Italia al comune di Viterbo?
“Personalmente trovo abbastanza stravagante fare qualcosa senza rispettare le regole. Qualsiasi siano finalità e motivazione. Regole che, fra l’altro, sono piuttosto semplici, basta passare attraverso il comune”. 

Che ne pensa del lavoro fatto da Giulio Della Rocca?
“Non entro nel merito delle opere perché non le ho viste da vicino. Trovo tuttavia l’insieme molto pacchiano e arrangiato. Quasi meglio la certezza del degrado”.

L’assessore Aronne la definisce una “protesta civile”. Qual è il suo punto di vista?
“È una sua opinione”.

E la sua opinione invece qual è?
“Io sono per rispettare le regole, questa è la mia opinione. Dopodiché la questione non è politica, ma una questione che gestiranno direttamente i dirigenti. Mi dispiace se ci saranno delle conseguenze, ma il gesto è singolare”.

Aronne dichiara anche che si tratta di una “protesta civile nei confronti della regione Lazio”…
“La regione ha ovviamente tenuto male quell’immobile anche perché c’è un progetto più grande, quello del borgo della cultura. E, comunque, se c’era qualcuno che poteva riuscire a fare o ad ottenere qualcosa quello era il comune di Viterbo. Detto questo, mi sembra tutto surreale, così come surreale mi sembra chi parteggia per l’una o l’altra parte. Esistono delle regole. Ed esistono anche delle regole estetiche”. 

Secondo lei è giusto imporre alla città la propria visione personale della promozione turistica del territorio?
“Assolutamente no, non è giusto. Non può essere Della Rocca che decide quale colore o quali quadri attaccare. La visione la impongono i cittadini quando votano un’amministrazione. E la visione è quella dell’amministrazione comunale, finché governa”.

Un intervento del genere, secondo lei, rischia di danneggiare l’immagine di una città?
“No, non credo danneggi l’immagine della città. Contribuisce certo a creare confusione”. 

Una città che si vuole candidare a capitale europea della cultura si può permettere una cosa del genere?
“Rischiamo di diventare la capitale della sottocultura, non della cultura. Non è che una persona può fare contemporaneamente il gastronomo, l’architetto, intendersi di arredo urbano eccetera. Non è così. Spesso non ci si rende affatto conto che non tutti possono fare tutto. Ci sono le regole e le persone competenti cui deve rivolgersi l’amministrazione comunale. Accogliere i turisti con il degrado é qualcosa di terribile. Altrettanto orribile è però l’immagine che possono dare improvvisazione e inadeguatezza”.


Viterbo - Il pannello promozionale tra i due ascensori

Viterbo – Il pannello promozionale tra i due ascensori


Solleverete quanto accaduto in consiglio comunale?
“No, penso di no. Io non la sollevo. Non è un problema politico, ma amministrativo”.

Lo dice anche Aronne?
“Ed è vero. Devono agire i dirigenti di ciascuna istituzione coinvolta”.

Come dovrebbero reagire soprintendenza, regione e comune di fronte a quanto accaduto?
“Hanno già reagito. Faranno le verifiche e poi agiranno di conseguenza, ciascuno secondo le proprie competenze. Spero che si risolva senza conseguenze per Della Rocca, ma la sua presa di posizione e il fatto che tornasse indietro lo rifarebbe, come ha dichiarato non mi sembrano un buon viatico per una soluzione indolore”.

Daniele Camilli


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 gennaio, 2025

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