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Cassazione - Coordinatore-capo sala della centrale operativa di Rieti, era accusato di peculato

Appalti Ares, sanitario viterbese assolto con formula piena dopo dieci anni

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Roma - Corte di cassazione

Roma – Corte di cassazione

Viterbo – (sil.co.) – Appalti Ares a Rieti, sanitario viterbese assolto con formula piena e in via definitiva dall’accusa di peculato dopo dieci anni. 

Sono state pubblicate il 20 gennaio le motivazioni della sentenza con cui lo scorso 5 dicembre, dopo un decennio, la cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di secondo grado, assolvendo con formula piena dall’accusa di peculato l’ex numero uno del soccorso reatino, il 74enne Alfonso Tesoriere, nonché il coordinatore-capo sala della centrale operativa di Rieti, F. I., infermiere viterbese di 56 anni. 

La suprema corte ha così concluso il lungo procedimento penale relativo a fatti risalenti agli anni 2013-2014, riguardanti un presunto giro di tangenti in cambio del rinnovo della convenzione per la gestione delle postazioni di emergenza sanitaria di Paganico, Borgo San Pietro, Poggio Mirteto e Torri in Sabina.

Il viterbese, secondo l’accusa, si sarebbe appropriato di materiale sanitario, ma in realtà, come si legge nelle motivazioni, era “autorizzato a prelevarlo per collocarlo in una farmacia dell’Ares”, consegnandolo a Tesoriere “che lo utilizzava nello studio oculistico in cui svolgeva attività professione in convenzione con l’Ares”.

Il processo era giunto al primo grado di giudizio presso il tribunale di Rieti nel luglio del 2022 con sentenze di condanna nei confronti di sei imputati, mentre è del 15 gennaio 2024 la sentenza con cui la corte di appello di Roma ha parzialmente riformato le sentenze.

Quattro dei sei imputati, tra cui il viterbese, sono stati ora prosciolti in via definitiva dalla cassazione, che oltre alle due assoluzioni da peculato con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”, ha sancito la prescrizione per gli altri reati contestati. 


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24 febbraio, 2025

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