Questa mattina oltre cento studenti del liceo scientifico Paolo Ruffini hanno manifestato davanti a palazzo Gentili, sede della provincia in via Saffi, per denunciare lo stato di degrado del loro istituto. Con cartelli e slogan come “Meno degrado, più futuro” , “Ruffini in sicurezza” e “Non c’è futuro senza istruzione. Non c’è istruzione senza scuola”, i ragazzi hanno chiesto interventi urgenti per garantire condizioni adeguate all’apprendimento.
Uno dei rappresentanti degli studenti è stato ricevuto dai funzionari della Provincia per un colloquio, durante il quale ha ribadito le criticità vissute quotidianamente dagli studenti. “Noi oggi siamo qui con responsabilità e con un’iniziativa che è partita dal basso, coinvolgendo gli studenti. Sappiamo che intervenire sull’edilizia scolastica non è facile, ma vogliamo porre all’attenzione della cittadinanza le condizioni in cui versa il nostro Ruffini”, ha spiegato uno dei ragazzi.
Viterbo – Gli studenti del Ruffini in piazza davanti alla sede della provincia
Le problematiche evidenziate dagli studenti sono molteplici: infiltrazioni d’acqua, termosifoni malfunzionanti, bagni fuori uso da tempo e aule non a norma di sicurezza. “La nostra scuola viene riconosciuta come una scuola che ‘cade a pezzi’. Settimana scorsa abbiamo avuto un’inondazione in una delle sedi e nonostante i controlli tecnici, il rischio resta. Ci sono aule con mattonelle rotte, finestre non a norma e lavori antisismici iniziati durante le lezioni, causando forti disagi a studenti e docenti”.
Viterbo – Gli studenti del Ruffini in piazza davanti alla sede della provincia
Proprio i docenti, secondo gli studenti, hanno mostrato solidarietà alla protesta: “I professori sono dalla nostra parte. Hanno firmato un documento per sostenere la nostra causa, perché non è solo un problema degli studenti, ma di tutta la comunità scolastica”.
Gli studenti del Ruffini chiedono risposte concrete e interventi immediati: “Non vogliamo rassegnarci a studiare in una scuola insicura. Vogliamo essere ascoltati e ottenere il diritto a un’istruzione dignitosa”.














