Viterbo – (sil.co.) – No della cassazione alla richiesta della moglie di un personaggio di spicco della “camorra barese” di venire a Viterbo dalla Puglia in auto per fare visita al marito detenuto al 41 bis a Mammagialla.
Viterbo – L’ingresso del carcere Nicandro Izzo (nel riquadro Saverio Faccilongo)
La donna, una 38enne sottoposta dall’8 luglio 2024 all’affidamento in prova ai servizi sociali, ha fatto ricorso contro il rigetto da parte del tribunale di sorveglianza di Bari, lo scorso 3 ottobre, dell’istanza che aveva presentato la scorsa estate.
Primo motivo, la elevata caratura criminale del marito detenuto al Nicandro Izzo di Viterbo, ovvero il 39enne Saverio Faccilongo, soprannominato “Benzina”, detenuto in regime di carcere duro al Nicandro Izzo, figura apicale del clan “Strisciuglio” operante al quartiere San Pio di Bari.
Secondo motivo del no all’autorizzazione del viaggio, il percorso alternativo appena intrapreso dalla moglie.
Per la difesa sarebbero state violate le disposizioni afferenti al trattamento del detenuto, con particolare riguardo alle relazioni familiari, che non poteva essere giustificato dalla gravità dei precedenti dell’imputato ristretto al 41 bis.
Niente da fare. Il ricorso è stato dichiarato manifestamente infondato e quindi inammissibile dalla cassazione che, relativamente alla “idoneità” della 38enne, sottolinea come la stessa sia stata ammessa “soltanto l’8 luglio 2024 all’affidamento in prova, appena qualche giorno prima della proposizione dell’istanza a recarsi fuori regione per attendere agli incontri con il marito a centinaia di chilometri di distanza, presso la casa circondariale di Viterbo”.
“Il tribunale di sorveglianza – si legge nelle motivazioni della sentenza – ha escluso l’opportunità di concedere l’autorizzazione richiesta, in ragione dell’appena avviato percorso alternativo della istante, a distanza di pochi giorni soltanto dalla sottoposizione a misura non carceraria, non compatibile, rispetto alla necessità di saggiare l’osservanza delle prescrizioni alla misura”.
Ergo, è stato confermato il rigetto dell’autorizzazione alla signora a recarsi fuori del distretto regionale, a centinaia di chilometri di distanza, al fine di incontrare il marito detenuto.
Il marito, nel frattempo, spera nel rinvio al tribunale di sorveglianza da parte sempre della cassazione, cui si è rivolto in seguito alla mancata autorizzazione ad acquistare un lettore cd e compact disc per ascoltare musica che, secondo gli ermellini, rientra, a pieno titolo, in quei “piccoli gesti di normalità quotidiana” che la corte costituzionale ascrive ai legittimi ambiti di libertà residua del soggetto detenuto,
– Boss al 41 bis vuole sentire musica su cd, la cassazione: “Piccolo gesto di normalità quotidiana”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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