Viterbo – “Sono soddisfatto per i 370 mila euro recuperati, ma a caro prezzo”. Il consigliere d’opposizione Marco Bruzziches, un tempo delegato al patrimonio della sindaca Chiara Frontini. Dopodiché i due sono finiti ai ferri corti. Anzi in procura. Una vicenda che non è stata ancora chiusa.
La questione che vede Bruzziches “soddisfatto parzialmente” è invece quella del recupero di 370 mila euro da 72 morosi, gente che non ha pagato in tutto o in parte gli affitti per l’utilizzo di locali commerciali e abitazioni di proprietà comunale. Recupero reso noto dall’assessore Giancarlo Martinengo in risposta proprio a un’interrogazione di Bruzziches del 23 gennaio scorso.
Marco Bruzziches
370 mila euro recuperati da 72 morosi, quindi un problema con il patrimonio comunale c’era…
“È evidente non solo che il problema c’era, ma, secondo me, potrebbe in parte ancora esserci. Aspettiamo i risultati delle verifiche che sta facendo la Guardia di finanza, a partire dal 2004”.
Soddisfatto dei risultati ottenuti dal comune?
“I dati forniti dall’assessore Giancarlo Martinengo non sono poi così tanto esaustivi. Comunque li prendo per buoni. E come consigliere posso ritenermi soddisfatto. A caro prezzo, ma soddisfatto”.
Che vuol dire a “caro prezzo”?
“Per questa vicenda ho vissuto qualche problema, ma preferisco non dire altro”.
“Soddisfatto parzialmente” invece cosa significa?
“Bisogna continuare a monitorare. Non è detto che un inquilino che ha saldato il pregresso continuerà poi a pagare gli affitti. Vanno monitorati continuamente. Gli immobili comunali devono essere gestiti in maniera più efficiente, verificando costantemente l’andamento dei pagamenti. Come farebbe qualsiasi proprietario”.
Quanto hanno inciso le sue sollecitazioni su questo risultato?
“Quando ho iniziato a lavorare sulla vicenda degli immobili di proprietà comunale avevo trovato dei dati veramente preoccupanti. Fatto sta che nel giro di un anno è stata recuperata una cifra importante. Ciò vuol dire che la morosità era notevole. Immagino che la mia attività da delegato al patrimonio prima e da consigliere d’opposizione poi ha probabilmente dato uno stimolo in più. Anzi, sicuramente”.
Secondo lei, se non ci fosse stato il suo lavoro da delegato e poi da consigliere, il comune si sarebbe mosso?
“Inizialmente mi è stato che questa problematica andava affrontata in un secondo momento perché le priorità erano altre”.
Daniele Camilli
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