Viterbo – (sil.co.) –Farmacista condannata a sei mesi di arresto e 1500 euro di ammenda per guida in stato di ebbrezza, con pena sospesa e non menzione, ma anche alla confisca della vettura e alla revoca della patente.
Viterbo – Polizia locale
Si è chiuso così, ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi, il processo alla farmacista viterbese imputata di guida in stato di ebbrezza aggravata dall’avere fatto tutto da sola un incidente, a causa del quale la macchina si è ribaltata. La donna, che stava viaggiando da sola su una strada nell’immediata periferia del capoluogo, non è rimasta ferita, ma sul posto è intervenuta la polizia locale che, vedendola barcollante, ha chiamato la stradale sottoponendola all’alcotest risultato positivo.
L’accusa aveva chiesto quattro mesi di arresto e tremila euro di ammenda, sottolineando come il tasso alcolemico al primo rilevamento sia stato di 1,92 e al secondo rilevamento 1,61. A metà pomeriggio e con una bottiglia di Campari vuota all’interno dell’abitacolo. Il difensore Roberto Massatani, che aveva chiesto l’assoluzione, è pronto a presentare appello, non appena depositate le motivazioni della sentenza di primo grado.
“Avevo fatto gli sciacqui col collutorio”, si è difesa in tribunale l’imputata, una farmacista 75enne che il pomeriggio del 6 novembre 2020 fu coinvolta in un incidente, in seguito al quale la polizia locale di Viterbo trovò all’interno dell’abitacolo una bottiglia vuota di Campari e la donna barcollante che emanava un forte odore di alcol.
“Intervennero anche i sanitari del 118 con l’ambulanza, ma la conducente non fu portata in ospedale, per cui le facemmo il precursore sul posto dopo di che, essendo risultato positivo, andammo presso il comando della polizia stradale per gli ulteriori accertamenti strumentali con l’etilometro, che noi non avevamo in dotazione”, ha spiegato uno degli agenti della municipale di via Monte Cervino, sentito come testimone.
All’imputata fu contestato un tasso alcolemico pari a 1,92 g/l. “Se così fosse stato non le avrebbero riaffidato l’auto per tornare a casa”, ha sottolineato il difensore Roberto Massatani, mettendo in dubbio la funzionalità dell’apparecchiatura. La bottiglia vuota di Campari, invece, sarebbe stata ” una bottiglietta, che stava in macchina perché dovevo buttarla nella differenziata del vetro”. L’odore di alcol: “Soffrivo di gengivite e avevo fatto gli sciacqui con un collutorio alcolico per bloccare il sangue e attutire il dolore”. Il barcollamento: “Avevo pranzato da poco e soffro di digestione lenta, inoltre assumo dei farmaci che danno sonnolenza”.
A tal proposito la difesa ha prodotto due perizie mediche di parte, affidate al dottor Giovanni Battista Laurenti e Antonio Maria Lanzetti. Il giudice Rocchi, convenendo col difensore sul fatto che nel verbale non risultano verifiche dell’avvenuta revisione annuale dell’etilometro, aveva rinviato il processo a ieri per la discussione.
– Farmacista accusata di guida in stato di ebbrezza: “Avevo fatto gli sciacqui col collutorio”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY