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Viterbo allo sbando - Il consigliere Giulio Marini: "Un intervento realizzato e collaudato nel 2015. Dopo 10 anni di abbandono, per aprirla, c'è il rischio di doverci rimettere mano" - FOTO E VIDEO

“La città sotterranea è stata prima dimenticata e poi lasciata morire… oltre 400 mila euro buttati al vento per un motivo assurdo”

di Daniele Camilli
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Cosa c’è nei sotterranei in via Sant’Antonio


Viterbo -“Città sotterranea, buttati al vento oltre 400 mila euro per un progetto realizzato e collaudato dieci anni fa, ma che non è mai partito”. Il consigliere comunale Giulio Marini (Forza Italia-Fondazione), i soldi per la città sotterranea ce li mise lui, quando era sindaco, ai tempi del Plus, i fondi europei che cambiarono il volto di Valle Faul. Probabilmente l’ultimo intervento strutturale che Viterbo ha visto, all’inizio degli anni ’10, 13 milioni di euro.


Viterbo - La città sotterranea ridotta a discarica

Viterbo – La città sotterranea ridotta a discarica


“La città sotterranea – spiega Marini – non è stata mai aperta perché i residenti delle case popolari non hanno voluto che il portone di via dei Pellegrini restasse aperto per permettere il passaggio di cittadini e turisti all’interno del cortile, l’unico punto di accesso alla scala che da lì porta a via Sant’Antonio, dove si trova appunto la città sotterranea. Oltre 400 mila euro buttati al vento per un motivo assurdo”. 

“Poi col tempo – dice Marini – quei sotterranei, e la straordinaria ricchezza che contengono, sono stati semplicemente dimenticati e poi lasciati morire, come se nulla fosse”.

Là sotto, palazzo di Vico, ci sono invece un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale, tombe etrusche, evidenze medievali, passaggi segreti. Oggi l’ingresso è pieno di rifiuti, preso d’assalto dall’incuria.


Giulio Marini

Giulio Marini


Un intervento che viene immaginato per la prima volta diversi anni fa. “L’amministrazione di Marcello Meroi – racconta Marini – interviene innanzitutto sul palazzo di via dei Pellegrini nel 1996, avvalendosi di un fondo per l’edilizia popolare. E lì, in via dei pellegrini, vengono realizzate appunto le case popolari che ancora ci sono. Dopodiché l’amministrazione di Giancarlo Gabbianelli va a recuperare un arco in via Sant’Antonio e ci si accorge che in quella zona c’è un insediamento medievale e altri reperti archeologici, tra cui una fontana, accanto all’ingresso della città sotterranea, che negli anni successivi è scomparsa. E si capisce che da quelle parti c’è un patrimonio che va valorizzato”.


Viterbo - La città sotterranea ridotta a discarica

Viterbo – La città sotterranea ridotta a discarica – La scala che da via Sant’Antonio avrebbe dovuto portare in via dei Pellegrini


“Successivamente – continua Marini – interviene il Plus. Quando ero sindaco. Con il laser scanner verifichiamo che sotto palazzo di Vico c’erano una serie di cunicoli molto interessanti. Decidiamo così di investire oltre 400 mila euro per realizzare la città sotterranea. A collaudare i lavori, a fine dicembre 2015, l’amministrazione di Leonardo Michelini. Però a quel punto nasce il problema. Per accedere alla scala di ferro che unisce via dei Pellegrini con via Sant’Antonio, e viceversa, era necessario passare per il cortile delle case popolari. Quindi era fondamentale che il portone dell’edificio restasse aperto per permettere il passaggio delle persone. I residenti delle case popolari si sono opposti e nessuna amministrazione ha imposto il passaggio. Per questo motivo la città sotterranea non è stata mai aperta, nonostante fossero terminati i lavori e il tutto fosse stato già collaudato”.

“Adesso, dopo dieci anni di abbandono – sottolinea Marini – il rischio è che l’intervento chiuso nel 2015 sia andato in malora e che occorra rimetterci mano, in termini di sicurezza, consolidamento e altro”.


Viterbo - Via dei Pellegrini

Viterbo – Il portone in via dei Pellegrini


Indipendentemente dalla questione posta dai residenti di via dei Pellegrini e visto che alla città sotterranea si può accedere direttamente anche da via Sant’Antonio, non si poteva aprire lo stesso facendo fare ai turisti qualche metro in più rispetto al previsto? “Certo – risponde Marini -, il comune la poteva aprire lo stesso e, se non fosse riuscito a gestirla direttamente, poteva affidarla a un soggetto terzo che l’avrebbe gestita in nome e per conto dell’amministrazione. Il tutto tramite un avviso pubblico. Ma è una scelta che non è stata fatta. La città sotterranea, col tempo, è stata semplicemente dimenticata e poi lasciata morire, come se nulla fosse, perdendo anche l’opportunità dei fondi Pnrr e del Giubileo”.


I sotterranei del centro storico di Viterbo - Il rifugio antiaereo nei pressi dell'ospedale vecchio - Foto di repertorio

Città sotterranea – Il rifugio antiaereo – Foto di repertorio


“Una situazione – conclude Marini – che non riguarda solo palazzo di Vico, ma tante altre realtà della città, come le opere realizzate con il Plus, a partire dalla pensilina al Sacrario o Valle Faul in generale. Tutti esempi di come gli interventi fatti con i fondi europei e non solo vadano poi in malora perché non c’è manutenzione. Opere che vengono realizzate e poi dimenticate, finché poi il degrado non fa la sua parte”.

Daniele Camilli


Video: Cosa c’è nei sotterranei in via Sant’Antonio

– Città sotterranea: finanziata con 400 mila euro di fondi europei… è diventata una discarica a cielo aperto


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12 marzo, 2025

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