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Tentato omicidio a Roma - Il consulente della procura sarà affiancato da due esperti di parte - Moretti potenzia la difesa e nomina il professor Cipolloni - Santagati spera nel riesame

Manager preso a bastonate, sarà una “superperizia” a stabilire se Rapisarda poteva morire

di Silvana Cortignani
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La vittima - Il manager Federico Vittorio Rapisarda

La vittima – Il manager Federico Vittorio Rapisarda


Vetralla – Tentato omicidio del provveditore del ministero delle infrastrutture Federico Vittorio Rapisarda, è stata affidata ieri  la consulenza medico legale chiesta dalla pm Alessandra D’Amore per stabilire se le venti bastonate inferte lo scorso 4 ottobre alla vittima dal pregiudicato 55 vetrallese Giancarlo Santagati, detenuto nel carcere di Mammagialla dal 7 marzo, potessero essere mortali. 

Un accertamento che riguarda da vicino anche il presunto mandante, il funzionario del Mit Daniele Moretti, per cui Santagati faceva il giardiniere nella sua casa di Vetralla, indagato anche lui per concorso in rapina e tentato omicidio, pluriaggravato, dall’uso del bastone come arma e dalla premeditazione, nonostante non abbia preso parte all’agguato nell’androne del palazzo di via delle Carrozze, dove Santagati ha aspettato vestito da elettricista che uscisse Rapisarda del quale nei giorni precedenti aveva studiato le abitudini. 

Al conferimento dell’incarico al consulente Gerardo Di Masi, erano presenti per Santagati l’avvocato Luciano Guidarelli in sostituzione del legale viterbese Paolo delle Monache e per Moretti l’avvocato Federico Scognamiglio anche in qualità di sostituto dell’avvocato Luca Milani, ulteriore difensore di fiducia del Moretti.

Il dottor Di Masi, 36 anni, di Potenza, domiciliato per l’incarico presso il dipartimento di medicina legale del policlinico Gemelli, è stato nominato consulente tecnico dalla pm D’Amore.  Dovrà precisare “la causa, l’entità, le caratteristiche delle lesioni” nonché “la durata della malattia derivatane, il mezzo con cui sono state cagionate, verificando l’eventuale compatibilità con un bastone”.

E ancora, “quale zona del cranio è stata attinta con particolare riferimento ad eventuali organi vitali ivi insediati e quale sia stata la forza impressa nel colpire la vittima” e “quali possibile conseguenze avrebbe cagionato l’eventuale ulteriore reiterazione dei colpi nel medesimo distretto corporeo”.

Al consulente della procura Gerardo Di Masi sono stati concessi 20 giorni a partire dal prossimo 28 marzo, giorno di inizio delle operazioni, con l’autorizzazione a acquisire copia di documentazione medica ovunque essa sia e ad eseguire rilievi fotografici.  La difesa di Santagati ha nominato consulente di parte il dottor Francesco Clemente  di Bracciano. La difesa di Moretti ha invece dato incarico tecnico al professor Luigi Cipolloni, direttore dell’istituto di medicina legale dell’università di Foggia.

Tradito da una quarantina di telecamere che lo hanno ripreso altre 3/4 volte nei pressi di piazza di Spagna anche nei giorni precedenti, Santagati è stato filmato mentre si allontanava a piedi verso il Lungotevere, con la camicia a scacchi e il giubbino Enel descritti dalla vittima nonché la mascherina chirurgica che si è sfilato durante il percorsi mostrando il volto. 

Dopo avere colpito il manager 68enne una ventina di volte, accanendosi sulla testa, il 55enne è scappato lasciandolo per terra esanime, dove è stato soccorso e portato in gravissime condizioni in ospedale, dove è rimasto ricoverato un paio di mesi. 

È stato arrestato venerdì della settimana scorsa a distanza di cinque mesi. Lunedì, in video collegamento dal Nicandro Izzo di Viterbo, ha fatto scena muta davanti al gip di Roma. Ha trascorso la sua ottava notte in cella, in attesa del riesame, cui ha presentato istanza l’avvocato Delle Monache contro la custodia cautelare in carcere. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 marzo, 2025

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