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Vetralla - Per gli inquirenti sarebbe il mandante della brutale aggressione - Già in carcere Giancarlo Santagati, considerato l'esecutore materiale

Agguato a Rapisarda, arrestato il funzionario Daniele Moretti

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Viterbo – È finito in carcere Daniele Moretti, funzionario tecnico del ministero delle Infrastrutture, accusato di essere il mandante del brutale pestaggio ai danni di Vittorio Rapisarda, dirigente del ministero dei Trasporti. L’arresto è avvenuto questa mattina, al termine di un’indagine articolata e complessa. 

La vittima - Il manager Federico Vittorio Rapisarda

La vittima – Il manager Federico Vittorio Rapisarda


L’aggressione, invece, risale al 4 ottobre scorso. Rapisarda, 68 anni, provveditore interregionale per Lazio, Abruzzo e Sardegna e figura di fiducia del ministro Matteo Salvini, fu colpito con violenza alla testa con un bastone mentre rientrava a casa, nell’androne di un palazzo in via delle Carrozze, a pochi passi da piazza di Spagna. In un primo momento si era ipotizzata una rapina finita male, ma gli investigatori dell’Arma hanno da subito seguito anche altre piste.

Stando a quanto emerso dall’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Alessandra D’Amore, il movente dell’aggressione sarebbe da ricercare all’interno dell’ambiente di lavoro e un rapporto deteriorato tra vittima e mandante. Secondo quanto ricostruito, a eseguire materialmente il pestaggio sarebbe stato Giancarlo Santagati, 55enne residente a Vetralla. Così come Moretti, 63enne romano di nascita, ma vetrallese di adozione. L’uomo avrebbe colpito Rapisarda con una ventina di bastonate e si sarebbe poi dato alla fuga con un borsone. Dallo scorso 7 marzo è in carcere. Il dirigente è stato soccorso in gravi condizioni e ha rischiato la vita.

Dalle indagini, condotte dai carabinieri della stazione di San Lorenzo in Lucina, sarebbero emersi contatti tra Moretti e Santagati nei tre mesi precedenti all’aggressione. Decine di comunicazioni, molte delle quali avvenute tramite utenze riservate e con una scheda sim intestata a un terzo nome. Il 4 ottobre, proprio nelle ore in cui Rapisarda veniva portato in ospedale, i telefoni dei due sarebbero0 stati in contatto.

Secondo il giudice per le indagini preliminari, il piano evidenzia “un’elevata professionalità nel crimine”. Rapisarda, ascoltato dai magistrati, avrebbe parlato di un rapporto professionale difficile con Moretti. Un contesto fatto di richiami e tensioni, che secondo gli inquirenti avrebbe alimentato un risentimento profondo nel 63enne, fino a spingerlo a commissionare l’aggressione.

Daniele Moretti è ora detenuto nel carcere di Regina Coeli, con l’accusa di tentato omicidio. L’inchiesta prosegue per chiarire ulteriori dettagli sui rapporti tra i due uomini e sul movente dell’agguato.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 luglio, 2025

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