Civita Castellana – (b.b.) – A otto giorni dalla violenta rissa scoppiata nel centro di Civita Castellana, il 27enne tunisino ferito all’addome è ancora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Viterbo. Le sue condizioni restano stabili, ma critiche. Intanto, la procura della repubblica di Viterbo ha chiuso il cerchio sulle indagini: tre uomini di origine marocchina, rispettivamente di 24, 28 e 31 anni, sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio e lesioni gravissime.
Giornata di sangue a Civita Castellana
I provvedimenti sono stati eseguiti nel pomeriggio del 22 marzo dai carabinieri della compagnia di Civita Castellana, che nelle abitazioni dei sospettati hanno trovato più di 7mila euro in contanti, un coltello con una lama di 15 centimetri e un passamontagna. Un quarto uomo, 35enne, è stato denunciato per aver cercato di ostacolare le forze dell’ordine nel tentativo di nascondere uno degli arrestati sotto un cumulo di coperte e vestiti.
Civita Castellana – Il blitz dei carabinieri
La rissa era scoppiata domenica scorsa, 16 marzo, intorno alle 14 in via Vincenzo Ferretti, dove diversi uomini di origine magrebina si erano affrontati con coltelli e bastoni. Il 27enne tunisino era stato colpito con un fendente all’addome e trasportato in codice rosso all’ospedale Andosilla, prima di essere trasferito d’urgenza a Viterbo per un delicato intervento chirurgico. Un altro uomo, ferito alla testa, era riuscito a rifugiarsi in un ristorante vicino, terrorizzando i clienti.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Paola Conti, si sono basate sulle testimonianze raccolte, sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza e su alcuni video forniti dai cittadini. Gli investigatori hanno ipotizzato fin da subito che potesse trattarsi di un regolamento di conti legato allo spaccio di droga, anche alla luce di un blitz avvenuto pochi giorni prima, in cui erano stati arrestati tre cittadini tunisini e sequestrate armi ed esplosivi artigianali.
Giornata di sangue a Civita Castellana
“Si tratta – spiegano dal comando provinciale di Viterbo -, dell’ennesimo colpo inferto alle bande criminali di origine tunisina e marocchina che sono in lotta tra loro per accaparrarsi il controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti nel centro storico e nelle località limitrofe a Civita Castellana”. Ma la loro azione non si ferma qui. “L’obiettivo è restituire serenità alla popolazione che ha dovuto assistere a ripetuti episodi di gratuita violenza per le strade. Ai cittadini chiediamo di continuare, come è stato fatto in questi giorni, a fornirci ogni elemento utile per contrastare il tentativo di queste frange criminali di imporre la propria presenza nel tessuto urbano”.
Gli interrogatori di garanzia degli arrestati, che si trovano ora nella casa circondariale di Civitavecchia, saranno fissati nelle prossime ore. Nel frattempo, il giovane tunisino lotta ancora tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva del Santa Rosa di Viterbo.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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