Civita Castellana – Far west a Civita Castellana dove sarebbe in corso una vera e propria guerra tra bande di presunti spacciatori nordafricani. Si terrà oggi l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Fiorella Scarpato del tribunale di Viterbo per i tre marocchini di 24, 28 e 31 anni arrestati sabato su richiesta della pm Paola Conti. Sono accusati di tentato omicidio e lesioni aggravate ai danni dei due tunisini di 22 e 27 anni accoltellati durante la violenta rissa scoppiata in via Giaretta, davanti all’ex cinema Flaminio, nel cuore del centro storico, nel primo pomeriggio di domenica 16 marzo. Gli arrestati, tutti con precedenti, sono difesi dall’avvocato Luigi Mancini.
Oltre ai tre arrestati detenuti nel carcere di Civitavecchia, un quarto marocchino, di 35 anni, è stato denunciato a piede libero per favoreggiamento, in quanto avrebbe tentato di nascondere sotto un mucchio di vestiti e coperte gettati alla rinfusa sul letto uno dei connazionali al momento del blitz delle forze dell’ordine.
Stando a una prima ricostruzione potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti tra bande legato allo spaccio della droga. Nemmeno tre giorni prima i carabinieri avevano svolto un servizio di controllo straordinario del territorio che aveva portato all’arresto di tre persone di origine tunisina e al sequestro di armi ed esplosivi artigianali.
Erano circa le 14,30 di domenica 16 marzo quando Civita Castellana è stata scossa dall’ennesimo episodio di cronaca nera. Il 22enne avrebbe riportato solo lesioni superficiali, mentre il 27enne ha avuto la peggio ed è stato raggiunto da una serie di fendenti in tutto il corpo, in particolare ai polmoni e alle dita, forse colpite mentre tentava di difendersi. Il giovane è stato trovato in una pozza di sangue e portato d’urgenza prima all’ospedale Andosilla di Civita Castellana, dove è stato operato, e poi trasferito in condizioni critiche all’ospedale Santa Rosa di Viterbo dove è stato ricoverato in rianimazione in prognosi riservata. Il 22enne è stato, invece, dimesso.
Uno dei due feriti, dopo essere stato colpito, si sarebbe rifugiato all’interno di un ristorante del posto, affollato di avventori a quell’ora di domenica. Nel corso delle perquisizioni effettuate durante il blitz nelle abitazioni in cui alloggiavano sono stati rinvenuti più di 7mila euro in contanti, un coltello con una lama di circa 15 centimetri e un passamontagna.
Civita Castellana – Il machete
Si tratta della terza aggressione in pochi giorni, dopo quella di un paio di settimane prima e quella della sera di lunedì 10 marzo quando un ragazzo è stato ferito con un machete in piazza Duomo da un uomo sceso da una Bmw giunta a folle velocità che avrebbe abbattuto alcune fioriere.
Nel corso della maxi operazione in centro del 14 marzo sono stati sequestrati una pistola calibro 22 e un machete dalla lama lunga circa 34 centimetri. La pistola nascosta in un doppiofondo della cucina, oltre a due piccoli ordigni artigianali. A seguito del ritrovamento, due tunisini, di 31 e 50 anni, sono stati arrestati per detenzione illegale di arma da fuoco ed esplosivi.
È stato inoltre tratto in arresto un tunisino di 28 anni per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il soggetto, fermato con altri connazionali in un’autovettura in uscita dal centro città, al controllo dei carabinieri è andato in escandescenza inveendo contro i militari e cercando di colpirli con calci e pugni, ma è stato prontamente bloccato e indotto alla ragione.
Silvana Cortignani
Civita Castellana – I carabinieri
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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