Viterbo – (sil.co.) – Rifiuti pericolosi su una spiaggia e in un appezzamento di terreno sulle rive del lago di Bolsena, entrambi di competenza del titolare di un’attività di rimessaggio e manutenzione barche finito a processo davanti al giudice Giovanna Camillo del tribunale di Viterbo.
Carabinieri a salvaguardia dell’ambiente
A segnalare i presunti illeciti ambientali furono i carabinieri forestali, in seguito a due sopralluoghi, uno il 23 giugno e l’altro il 20 settembre del 2021.
“A giugno abbiamo trovato 21 natanti in attesa di essere assegnati a clienti online e 6 canoe, a settembre 4 natanti e 4 canoe. Poi c’erano i rifiuti, non pericolosi e pericolosi”, ha riferito ieri uno dei militari intervenuti, spiegando che tra questi ultimi c’erano motori nautici, sedili, tubi di plastica, taniche esauste di carburante e olio, contenitori di vernici, oltre a residui ferrosi e pneumatici.
La difesa, sottolineando come il primo sopralluogo sia stato all’inizio della stagione balneare, ha prodotto tre fotografie scattate dopo il sopralluogo effettuato a fine estate, da cui si evincerebbe tutt’altro contesto rispetto a quello descritto, sfociato nella denuncia dell’imputato.
La giudice, che si è a lungo soffermata su quali e quanti fossero i rifiuti pericolosi trovati nel corso dei sopralluoghi, ha rinviato a dicembre per la sentenza.
Carabinieri – Lago di Bolsena
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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