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Acquapendente - L'imprenditore Piero Camilli, tramite i suoi avvocati, passa alle vie legali contro gli attivisti che la notte scorsa hanno occupato l'impianto della Ilco al grido di "Libertà per tutti gli animali" - NUOVE FOTO E VIDEO

Dopo il blitz animalista al mattatoio scatta la denuncia: “Rubati 21 agnelli”

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Acquapendente – Dopo il blitz al mattatoio di Acquapendente, culminato ieri con lo sgombero da parte delle forze dell’ordine e l’identificazione di 30 animalisti, arriva ora la risposta del proprietario dell’impianto, Piero Camilli. L’imprenditore ha dato mandato ai suoi legali, gli avvocati Enrico Valentini e Angelo Di Silvio, di sporgere denuncia contro gli attivisti che, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno occupato la struttura Ilco di via Onanese, scavalcando la recinzione, forzandone i portelloni e incatenandosi ai macchinari.


Per quanto riguarda i reati ipotizzati si va dal furto – i 21 agnelli sottratti durante l’irruzione risultano infatti assenti dalla struttura -, al sabotaggio, come previsto dall’articolo 508 del codice penale, che punisce chi danneggia edifici, macchine o strumenti destinati alla produzione agricola o industriale.

Acquapendente - Blitz al mattatoio - L'intervento delle forze dell'ordine

Acquapendente  – Blitz al mattatoio – L’intervento delle forze dell’ordine


Secondo quanto emerso, l’irruzione è avvenuta intorno alle 2,30 del mattino. Gli attivisti, incappucciati e vestiti di nero, hanno scavalcato la recinzione esterna del mattatoio e, utilizzando piedi di porco e altri strumenti, avrebbero scassinato l’ingresso. Una volta dentro, stando a quanto anche testimoniato da video e storie sui social, si sono incatenati a tubi e macchinari di quello che loro stessi hanno definito il “corridoio della morte”, bloccando le operazioni dell’impianto.

Acquapendente - Blitz al mattatoio

Acquapendente  – Blitz al mattatoio 


Acquapendente - Blitz al mattatoio - L'intervento delle forze dell'ordine

Acquapendente  – Blitz al mattatoio – L’intervento delle forze dell’ordine


“Stiamo bloccando Ilco – spiega in un video una delle attiviste -, che uccide agnelli. Adesso ci troviamo nel corridoio della morte. Noi da qui non ci spostiamo”. Durante l’azione, rivendicata dal collettivo 269 Libération Animale, sono stati anche prelevati e trasportati via 21 agnelli, poi affidati a strutture che gli attivisti hanno definito “santuari”. “Libertà per tutti gli animali”, gridano in un altro video, i manifestanti. 

Camilli, oltre a denunciare la sottrazione degli animali, contesta i danni riportati all’impianto. Secondo quanto trapelato, sarebbero stati rotti tubi e danneggiati diversi macchinari della linea di lavorazione.

Acquapendente - Blitz al mattatoio

Acquapendente  – Blitz al mattatoio


Le forze dell’ordine, tra cui carabinieri, polizia, vigili del fuoco e il reparto mobile arrivato da Firenze, hanno impiegato ore per completare lo sgombero. Dal loro arrivo sul posto poco dopo le 6 del mattino, le operazioni si sono concluse alle 14. Gli attivisti sono stati portati in caserma a Tuscania e in questura a Viterbo per l’identificazione. 

“Le procedure di identificazione – ha sottolineato il loro difensore, l’avvocato Gianluca Vitale -, sono andate avanti fino al tardo pomeriggio di ieri. Restiamo in attesa degli sviluppi della vicenda”. 


Articoli: Sgomberato il mattatoio occupato, animalisti bloccati e identificati – Blitz degli animalisti al mattatoio: “Siamo nel corridoio della morte e stiamo bloccando l’impianto”
Video: 
Mattatoio occupato ad Acquapendente, animalisti portati a Viterbo – Gli animalisti incatenati all’interno del mattatoio


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 aprile, 2025

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