Viterbo – (sil.co.) – Evasore totale scoperto dalla guardia di finanza a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi. I militari hanno passato al setaccio i conti della società per quattro mesi.
Si tratta di un imprenditore del settore auto della provincia di Viterbo scovato quattro anni fa dalle fiamme gialle, che gli sono entrate in azienda per una verifica il 5 novembre 2020 e ne sono uscite il 25 marzo 2021.
I militari, su delega della procura, hanno passato al setaccio i conti della concessionaria a partire dal 2016, constatando l’omessa dichiarazione dei redditi per gli anni 2016, 2017 e 2018. A fare il punto, all’udienza di mercoledì del processo per evasione fiscale, uno dei maresciallo della finanza che si sono occupati delle indagini.
Il maresciallo ha spiegato come si è giunti al presunto reddito imponibile e all’Iva evasa. “Non c’era alcun registro, poche fatture di vendita e acquisto, poche o niente auto vendute, compravendite all’estero nella Ue e auto vendute al nero”, ha detto, spiegando gli incroci con le banche dati dell’Aci e del Pra, dove compare il prezzo dichiarato dalle parti interessate alla compravendita, del quale è stata verificata la congruità.
La società facente capo all’imprenditore, inoltre, è stata passata al vaglio degli accertamenti bancari. In conclusione, per quanto riguarda l’omesso versamento Irpef, sono venuti fuori oltre mezzo milione di euro: circa 225mila euro nel 2016, circa 260mila euro nel 2017 e circa 104mila euro nel 2018.
Il prossimo autunno si torna in aula per discussione e sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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