Viterbo – (fed.foc.) – “Le parole della Resistenza e della Liberazione”, inaugurata la mostra sulla memoria che parla al presente.
Viterbo – La mostra “Le parole della Resistenza e della Liberazione”
Proseguono le iniziative del progetto dell’istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Viterbo e della Tuscia (Istoreco) in programma dal 23 aprile al 10 giugno 2025. Sabato scorso, a Capranica, al centro civico Piersanti Mattarella, è andata in scena “L’Italia Liberata”, un’orazione civile per la Resistenza di Daniele Biacchessi, con Gianluca Spirito e Alessandro Mazziotti. Dal 2011 lo spettacolo è stato itinerante per l’Italia nei luoghi della Resistenza, in teatri, strade, piazze, sale multimediali e scuole.
Capranica – Orazione civile “L’Italia Liberata”
Questa nuova versione, invece, si concentra su tre figure emblematiche della lotta partigiana: Mario Musolesi detto “Lupo”, capo della brigata Stella Rossa, Silvio Corbari detto Sirio, protagonista della Resistenza nella provincia di Forlì-Cesena; Giovanni Pesce detto Ivaldi e Visone, combattente delle Brigate Internazionali in Spagna, confinato a Ventotene e alla guida dei Gap di Torino e Milano. È stato uno spettacolo dove le parole e la musica si sono mescolate in un flusso di teatro-canzone.Viterbo ha riaperto lunedì 28 aprile i cassetti della memoria con l’inaugurazione della mostra “Parole della Resistenza e della Liberazione”, un percorso emozionante attraverso il linguaggio, i valori e le immagini che hanno dato vita alla nostra Repubblica. Allestita grazie alla collaborazione tra Università degli Studi della Tuscia, Csei, laboratorio di Public History e Istoreco, l’esposizione ha trasformato parole cariche di storia in strumenti vivi di riflessione civile.
Il viaggio, scandito da dodici parole chiave, ha raccontato come lessico e memoria abbiano attraversato ottant’anni di storia italiana, dal sacrificio della Resistenza al sogno della democrazia. Un racconto che ha intrecciato il vissuto della Tuscia — terra di solidarietà, lotte partigiane e impegno religioso — con temi più ampi: il ruolo delle donne, il valore del 25 aprile, il recupero della memoria civile, anche attraverso l’onomastica cittadina.
Tra pannelli, immagini e testi suggestivi, i visitatori hanno potuto toccare con mano la trasformazione delle parole nel tempo, scoprendo come esse abbiano modellato l’identità collettiva e continuino a interpellare il nostro presente.
La curatrice Agnese Bertolotti ha ideato la mostra come anticipazione di un progetto più ampio sulla memoria repubblicana, con l’obiettivo di rendere il passato uno strumento di pensiero critico e partecipazione civile. Un lavoro reso possibile anche grazie al sostegno della presidenza del consiglio dei Ministri e al contributo di istituzioni locali come la comunità Montana dei Cimini e l’Archivio di stato di Viterbo.
Viterbo – La mostra “Le parole della Resistenza e della Liberazione”
“Attraverso la mostra si vuole perciò restituire alla comunità uno sguardo sulla Storia come patrimonio vivo, capace di parlare al presente – ha detto la docente Bertolotti -. Uno sguardo storico, anche critico, sul rapporto tra memoria e democrazia, tra parole e cittadinanza a cui attingere per pensare – ancora di nuovo – il nostro presente”.
– Festa della liberazione, presentato “25 aprile dopo il 25 aprile” di Marco De Nicolò e Paolo Carusi
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