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Tribunale - Imputato un padre allontanato dai tre figli minori - Avrebbe perseguitato la vittima anche su Facebook

Minaccia la madre affidataria della figlia, a processo per stalking

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L'avvocato Paolo Labbate

Il difensore Paolo Labbate

L'avvocato Paolo Delle Monache

L’avvocato di parte civile Paolo Delle Monache

Vetralla – (sil.co.) – A processo per stalking un padre di Vetralla, che avrebbe perseguitato il responsabile dei servizi sociali del comune e la madre affidataria di uno dei tre figli minori che gli sono stati sottratti in seguito alle sue condotte dopo essere stato lasciato dalla moglie.

I fatti per cui l’imputato, un 78enne difeso dall’avvocato Paolo Labbate, è finito davanti al giudice Giacomo Autizi risalgono a prima del 2016.

“Mia madre una quindicina di anni frequentava l’abitazione come assistente domiciliare, faceva le pulizie e si occupava dei tre figli, tra cui la più piccola, che aveva soltanto quattro anni quando il padre li ha cacciati di casa e la mamma l’ha presa in affido, crescendola nella nostra casa dove vive tuttora”, ha spiegato la figlia della mamma affidataria, parte civile con l’avvocato Paolo Delle Monache.

“Per un anno – ha proseguito – abbiamo ospitato anche il fratello e la sorella più grandi. Lui, nonostante l’allontanamento sia stato disposto per colpa sua, non l’ha digerito. Per strada minacciava la mamma dicendole ‘te la farò pagare’. La figlia è ancora terrorizzata nonostante abbia ormai venti anni”.

Su Facebook l’imputato avrebbe pubblicato post “offensivi, minacciosi, intimidatori e diffamatori” nonché foto private della parte offesa e dei suoi familiari.

“Diceva che mia madre gli aveva messo i figli contro, che picchiava la bambina, che l’aveva menata al supermercato e poi strattonata per obbligarla a salire in macchina all’uscita. Poi durante gli incontri protetti diceva alla figlia ‘sei una puttana come tua madre’. E di mia madre scriveva sui social che batteva per strada”. 

Il 78enne, che non si è sottoposto a esame ma ha rilasciato spontanee dichiarazioni, avrebbe manifestato a Roma e sotto la sede del comune di Vetralla, esponendo striscioni con scritte tipo “bastardi, ridatemi i miei figli”. “Solo il parroco mi ha aiutato”, ha detto, prendendosela con tutti, dai carabinieri al tribunale per i minori, ai servizi sociali, insistendo che la madre affidataria avrebbe picchiato e chiuso in auto la figlia al supermercato e prendendosela con la ex “che mi ha lasciato solo con tre figli”. 

In programma entro primavera le ultime due udienze del processo e la sentenza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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25 aprile, 2025

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