Acquapendente – Sgomberato il mattatoio di Acquapendente, era stato occupato all’alba da un gruppo di attivisti del collettivo 269 Libération Animale. Il blitz era scattato attorno alle 2,30: circa trenta persone, incappucciate e vestite di nero, hanno scavalcato la recinzione esterna dell’impianto e, armate di piedi di porco e altri attrezzi, hanno forzato i portelloni d’ingresso della struttura.
Mattatoio occupato ad Acquapendente, animalisti portati in questura
Una volta all’interno, si sono incatenati ai macchinari presenti in quello che gli stessi attivisti, documentando l’azione con video e storie sui social, hanno definito il “corridoio della morte”. L’area in cui vengono condotti gli animali prima della macellazione. Secondo quanto trapelato, gli attivisti avrebbero causato anche importanti danni alla struttura: sarebbero stati rotti alcuni tubi e altri componenti delle attrezzature impiegate nell’impianto.
Acquapendente – Blitz al mattatoio
L’intervento delle forze dell’ordine si è concluso circa dopo 12 ore dal blitz. Sul posto è stato mobilitato un grande spiegamento di uomini: carabinieri, polizia, vigili del fuoco e anche il reparto mobile di Firenze. I primi ad arrivare sul posto, poco dopo le 6, i militari dell’arma. Gli agenti della Digos hanno tentato diverse trattative, senza però riuscirci. Così, intorno alle 11,30, i vigili del fuoco hanno rotto le catene e intorno alle 14 l’intervento delle forze dell’ordine è stato concluso. Gli attivisti sono stati rimossi uno a uno e successivamente caricati su un pullman per essere accompagnati nella caserma di Tuscania e in questura a Viterbo, dove sono stati identificati.
Acquapendente – Blitz al mattatoio
Durante l’occupazione, gli attivisti hanno documentato tutto con foto e video diffusi sui social. “Stiamo bloccando Ilco – spiega in un video una delle attiviste –, che uccide agnelli. Adesso ci troviamo nel corridoio della morte. Noi da qui non ci spostiamo”, hanno dichiarato. Nel corso dell’azione, sarebbero stati portati via 21 agnelli. “Gli agnelli liberati – hanno scritto –, sono stati presi in carico dagli attivisti che forniranno loro le cure necessarie e li accompagneranno in santuari dove potranno vivere una vita libera da ogni forma di sfruttamento”.
Acquapendente – Blitz al mattatoio
Il collettivo ha rivendicato il blitz attraverso una lunga nota: “L’azione diretta aveva diversi obiettivi: salvare animali dominati, restituendo significato all’espressione ‘liberazione animale’, colpire il macello infliggendo una perdita economica significativa tramite il blocco delle attività, comunicare l’urgenza di portare la lotta antispecista nei luoghi strategici dello sfruttamento animale e al fianco degli animali stessi”.
A distanza di 12 ore dal blitz, l’area è stata sgomberata.
Mattatoio occupato ad Acquapendente, animalisti portati in questura
– Blitz degli animalisti al mattatoio: “Siamo nel corridoio della morte e stiamo bloccando l’impianto”
Video: Mattatoio occupato ad Acquapendente, animalisti portati a Viterbo – Gli animalisti incatenati all’interno del mattatoio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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