Viterbo – (sil.co.) – Poteva non essere in sé. Sono passati meno di due mesi da quando, verso le 19,20 di venerdì 7 marzo, un 48enne di Nepi è finito e si trova tuttora nel carcere di Mammagialla, per avere dato in escandescenze all’enoteca Viterbium di via Garbini, dove si è presentato armato di un coltello di 30 centimetri con il quale ha minacciato i poliziotti accorsi sul posto non appena scattato l’allarme.
Viterbo – La polizia a piazzale Gramsci
Assistito dall’avvocato Andrea Marinelli, l’uomo è comparso lunedì davanti al giudice Caterina Mastropasqua, che dopo la convalida dell’arresto per resistenza e porto in pubblico di coltello proibito, aveva concesso al legale termini a difesa per valutare il prosieguo della direttissima.
Ebbene, in queste settimane, l’avvocato Marinelli ha raccolto e prodotto al giudice la documentazione che attesta i problemi di natura psichiatrica dell’imputato, affetto da disturbo bipolare che potrebbe averlo fatto andare fuori di testa. Un disturbo accertato addirittura una trentina di anni fa.
“Il mio assistito aveva 19 anni quando fu fatta la diagnosi, cui si è aggiunta la dipendenza dall’alcol. Fino al 2021, quando viveva con la compagna ad Abbadia San Salvatore, era stabile. Poi è tornato a Nepi e la situazione è precipitata, con frequenti condotte di rilevanza penale e una perizia disposta nel 2022 dalla pm Chiara Capezzuto, secondo cui era incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso, per cui fu avviato un percorso di un anno, fino a maggio 2023, presso una comunità terapeutica di Anguillara, sul lago di Bracciano”.
Lo scorso 7 marzo il 48enne era per l’appunto a Viterbo, in giro con un coltello di 30 centimetri, usato per minacciare la polizia intervenuta presso il punto vendita di via Garbini dove era stata segnalata la presenza di un uomo che stava dando in escandescenze.
Per valutare le attuali condizioni mentali dell’imputato e il seguito giudiziario della vicenda, il giudice ha disposto una nuova perizia psichiatrica, per effettuare la quale a maggio sarà dato incarico a un professionista.
– Dà in escandescenze e minaccia la polizia con un coltello da trenta centimetri
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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