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Tribunale - Trentenne nei guai per possesso di un'arma proibita lunga 21 centimetri con lama di dieci - Prosciolto per la tenuità del fatto

In auto con due amici e un coltello gigante nel marsupio, si difende: “Venivo dall’orto”

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Carabinieri

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Castel Sant’Elia – (sil.co.) – A fine primavera di quattro anni fa si è fatto beccare in macchina con un coltello a scatto di 21 centimetri nel marsupio che portava alla vita, trentenne nei guai per possesso di arma proibita.

Erano circa le nove di sera del 18 giugno 2021 quando il giovane è stato fermato per un controllo dai carabinieri tra Carbognano e Castel Sant’Elia, mentre era alla guida di una vettura grigia a bordo della quale viaggiava con due amici.

“Siccome era nervoso, abbiamo deciso di procedere con la perquisizione personale e veicolare, trovando all’interno del marsupio che indossava un coltello con apertura a molla, del tipo a lama lunga, di 21 centimetri con lama di 10 centimetri, affilato e sporco di sostanza”, ha spiegato mercoledì uno dei militari intervenuti al giudice Jacopo Rocchi, escludendo che potesse appartenere a uno degli altri due passeggeri.

“Tornavo a casa dalla campagna di mio padre dove faccio l’orto, per cui mi serviva il coltello, ho incrociato i miei amici e gli ho dato un passaggio”, ha spiegato l’imputato durante l’interrogatorio.

In sua difesa il padre, un 55enne, che ha confermato la storia dell’orto, ritenuta improbabile dall’accusa in quanto l’uomo operaio ceramico e il figlio muratore. Ma non solo: “Alle nove di sera, un venerdì, il 18 giugno, non capisco la necessità di andare a fare l’orto con un simile coltello, non tanto un’arma impropria, quanto una vera e propria arma”. 

Il pubblico ministero ha chiesto che il trentenne venisse condannato alla pena di 4 mesi di arresto. Il giudice sentito il difensore, il quale ha sottolineato l’incensuratezza del suo assistito, ha giudicato l’imputato non punibile per la tenuità del fatto.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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30 maggio, 2025

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