Carabinieri, un arresto – Foto di repertorio
Viterbo – Al via il processo a una coppia di presunti ladri seriali sudamericani in carcere dallo scorso 17 dicembre quando furono arrestati in flagranza dai carabinieri di Viterbo in via Monte Nevoso, ai Cappuccini, dove nella tarda mattinata, in meno di un’ora, si sarebbero resi responsabili di ben tre colpi, due a segno e uno mancato. Con loro un terzo complice, una donna, per la quale si procede separatamente.
Vittime l’edicolante di piazza Crispi, derubata di un borsello contenente 300 euro dopo essere stata distratta con la scusa di acquistare un oggetto esposto fuori; il padre di una commerciante di via Vicenza, distratto e derubato del borsello appoggiato all’esterno del negozio, di cui hanno utilizzato il bancomat per effettuare prelievi per 1250 euro allo sportello della vicina banca; una automobilista che si è salvata urlando dal furto della borsa che aveva in macchina, dopo essere stata distratta con la scusa che le erano caduti gli occhiali.
Imputati di furto e tentato furto aggravato in concorso due cubani, entrambi con precedenti: il 55enne Juan Carlos Chavez residente a Roma e il 60enne Jaime Quispe Cancino residente a Milano. La coppia è inoltre accusata di indebito utilizzo di carte di credito in concorso. La mattina del 17 dicembre, il 55enne avrebbe dovuto essere nella capitale dove aveva l’obbligo di dimora, mentre il 60enne non avrebbe dovuto essere a Viterbo essendo sottoposto al divieto di ritorno emesso dal questore.Per questo sono finiti in carcere, oltre che per la recidiva infraquinquennale.
Lo scorso 19 dicembre l’arresto è stato convalidato dal gip Fiorella Scarpato, che ha disposto la misura di custodia cautelare al Nicandro Izzo di Viterbo, su richiesta della pm Paola Conti.
Difesi dall’avvocato Massimo Titi del foro di Roma e scortati dalla polizia penitenziaria del carcere Nicandro Izzo, sono comparsi mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi che ha accolto la richiesta di procedere col giudizio abbreviato che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. Due delle tre parti offese, nel frattempo, hanno accettato un risarcimento di mille euro ciascuno e rimesso la querela, mentre il vaglia per la terza parte offesa, non rintracciata, è stato consegnato dal difensore al giudice.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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