Fabrica di Roma – (sil.co.) – Presunto maniaco molestatore di ragazzine minorenni al parco, sarà ascoltato in aula l’amico delle vittime. Anche lui minorenne all’epoca dei fatti, compirà presto 18 anni e a gennaio potrà testimoniare al processo ripreso lunedì davanti al collegio del tribunale di Viterbo.
La versione delle parti offese, all’epoca dei fatti sì e no quattordicenni, è stata cristallizzata in sede di incidente probatorio, proprio per evitare loro di dover deporre in aula durante il processo. L’imputato, accusato di violenza sessuale, è difeso dall’avvocato Luigi Mancini. Le molestie risalgono a tre anni fa e sono avvenute a Fabrica di Roma.
Molestie al parco. Era il 24 giugno 2022 quando l’imputato, un 47enne di Civita Castellana, palesemente ubriaco, si sarebbe avvicinato alle due ragazzine al parco, rivolgendogli frasi oscene e mettendo loro le mani addosso “questa ha la patata più bella di tutte” e “se vuoi toccami il cxxxx”. Al processo i papà di entrambe le vittime si sono costituiti parte civile per le figlie minorenni.
Sotto shock le vittime. Entrambe le ragazzine furono portate al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana dai genitori, che erano stati immediatamente allertati dai vigili urbani, dove il loro stato di shock è stato certificato da una psicologa. “Ho trovato mia figlia in lacrime, che singhiozzava disperata, senza riuscire a smettere di piangere”, hanno raccontato entrambi i padri. Una di loro si sarebbe trovata l’imputato che le metteva le mani tra le gambe cercando di toccarle le parti intime, riuscendo ad allontanarlo con uno schiaffo. I papà chiedono ora la condanna del 47enne e che risarcisca i danni subiti dalle figlie minori.
Show a sfondo sessuale. All’episodio avrebbe assistito un gruppetto di amici tutti minorenni, tre femmine e un maschio, davanti ai quali l’imputato avrebbe portato avanti il suo “show”, mettendosi una mano dietro la nuca e facendo ondulare la testa avanti e indietro per simulare un rapporto orale mentre diceva loro “volete fare questo? vi piace?”. Poi avrebbe proseguito, toccandosi il pene e mostrandolo da sotto i pantaloni dicendo “se volete, ve lo faccio sentire”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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