Viterbo – (sil.co.) – “Te ne devi andare da casa, sennò ne esci morta”. Avrebbero minacciato di morte la vicina solo perché si lamentava dei continui rumori, intimandole di andarsene dal palazzo e cambiare casa. La prima volta sarebbe successo in piena estate, nel mese di luglio del 2023.
Carabinieri
Si è aperto nei giorni scorsi, davanti al giudice Caterina Mastropasqua, il processo per stalking a una coppia di stranieri, d’origine nordafricana, marito e moglie, che avrebbero tormentato una viterbese con continui rumori molesti e poi insultandola e minacciandola quando lei si è lamentata per l’invadenza molesta nella sua tranquillità domestica, disturbata dal chiasso dei vicini.
“Te ne devi andare da casa, sennò ne esci morta”, avrebbero preso a dirle, spaventandola a morte ogni volta che la incontravano.
“Ho temuto veramente per la mia vita, per la mia incolumità, mi hanno terrorizzata al punto che ho dovuto cambiare le mie abitudini per paura di incontrarli. Senza contare i continui rumori molesti con cui turbavano il mio quieto vivere, con la casa trasformata in un inferno”, ha spiegato la donna raccontando il suo calvario ai carabinieri, quando si è decisa a recarsi in caserma per sporgere denuncia.
Il processo è entrato nel vivo questa settimana con la sua testimonianza e quella di uno dei militari intervenuti sul posto.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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