Viterbo – Tombe distrutte, aree interdette, erba alta, cimitero dei bambini devastato e, per Halloween, pure i riti satanici. Accanto al campo comune anche una discarica di materiali.
San Lazzaro, cimitero a nord della città. Monumento storico di Viterbo, costruito alla fine dell’Ottocento. Attivo da più di 150 anni, da quando il 26 giugno 1872, il facente funzioni di sindaco Giacomo Lomellini d’Aragona, con un manifesto, comunicò che dal 30 giugno 1872 “cesseranno le inumazioni nelle chiese tutte della città; e dal successivo 1° del prossimo luglio in poi tutti i defunti entro la città, senza distinzione di ceto o di carattere riceveranno sepoltura nel provvisorio cimitero fuori le mura in contrada San Lazzaro, che quanto prima verrà convenientemente decorato siccome esige il rispetto dovuto ai trapassati”.
Viterbo – San Lazzaro – Il cimitero dei bambini
L’ingresso, portato a termine alla fine del 1872, verrà poi progettato dall’architetto Virginio Vespignani con le lapidi all’entrata dettate dall’arciprete don Felice Frontini: “Non è qui tutto l’uomo, vive altrove la divina favilla”; “Spettacolo della fine di tutti, scuola di pensieri migliori”; “Al riposo dei morti la pietà cittadina”; “Fra le ruine della morte, si eternano i nomi dei benemeriti”.
Oggi al cimitero di Viterbo i morti conoscono invece più le rovine che la pace eterna. E, soprattutto, muoiono due volte. Una volta da vivi. L’altra, appunto, da morti.
Viterbo – San Lazzaro – Il cimitero dei bambini
Il cimitero dei bambini. Innanzitutto. L’area del San Lazzaro dove sono sepolti neonati morti poco dopo la nascita. Una zona semplicemente devastata. Moltissime sepolture sono irriconoscibili. Altre sono letteralmente divelte. Su alcune c’è cresciuta pure una pianta grassa, che le ha disarcionate e risucchiate. A terra i resti di una bambola, rosicchiata dal tempo, che richiama un bambino. Messa lì per vegliarlo. Per fargli compagnia.
Viterbo – San Lazzaro – L’area interdetta
C’è poi un'”area interdetta” consistente. Sei famiglie e una settantina di tombe. Attorno un nastro giallo e nero. All’interno calcinacci venuti giù da soffitto e rimasti a terra. Sempre sul nastro un cartello del settore VI del comune, in parte sbiadito e bagnato dall’acqua. Con su scritto: “A seguito di sopralluogo effettuato in data 31 gennaio 2025, constatato lo stato di fatto relativo al blocco cappelle arcate muro divisione fronte riquadro S, si chiede di delimitare l’area, con nastro rosso transenne, al fine di interdire l’accesso agli utenti, ai custodi e agli operaie cimitero nelle more delle verifiche e degli accertamenti da parte dell’ufficio competente riguardo la manutenzione dello stesso”.
Viterbo – San Lazzaro – La discarica vicino al campo comune
Una situazione, quella del degrado del cimitero San Lazzaro, che va avanti da tempo. Probabilmente anni, e che adesso starebbe arrivando, come si direbbe, a dama. Con crolli, come quello avvenuto qualche decina di giorni fa e che ha coinvolto una cappella della zona monumentale. Oppure con il degrado, ormai evidente. Come sta accadendo per la chiesa di San Lazzaro, situazione già posta in evidenza da Tusciaweb.
Viterbo – San Lazzaro – Una tomba distrutta
Dopodiché, la notte di Halloween e movimenti strani che farebbero pensare allo spaccio di stupefacenti. “La notte di Halloween qui al cimitero succede di tutto – racconta infatti una fonte che vuole restare anonima -. Anche lo scorso anno, all’interno di un paio di tombe, sono stati trovati pentagoni e candele. Come se si trattasse di un rito satanico. Altre volte abbiamo trovato croci spostate o rovesciate. Qualche anno fa sarebbero state trovate anche teste di toro decapitate. Comunque sia, il giorno dopo Halloween, qualcosa si trova sempre”.
“Non solo – prosegue la fonte – ma più di una volta è venuto il sospetto che all’interno del cimitero ci fosse anche un’attività di spaccio di stupefacenti. Ragazzi con lo zainetto che stanno fermi in punti precisi e che poi vengono raggiunti da altri ragazzi con cui si scambiano qualcosa. E ogni volta che sono stati pizzicati, si danno sempre alla fuga. L’ultima volta alla fine dell’anno scorso. Qui non ci sono controlli, non ci sono telecamere”.
Il cimitero di Viterbo pare possa contare su una decina di dipendenti. Quattro sarebbero della società che gestisce l’area – a giugno ci dovrebbe essere il nuovo appalto -, di cui due al crematoio, e 6 i custodi assunti direttamente dal comune.
Viterbo – San Lazzaro – Tombe invase dall’erba
Anche i loculi sarebbero carenti, poche centinaia ancora quelle a disposizione. In una città dove le tumulazioni si aggirerebbero attorno alle 6-700 ogni anno. I cui costi di un loculo andrebbero poi dai 1200 euro per la parte bassa, 1600 per quella centrale e 1000 per quella alta. La concessione dei loculi è trentennale. Al cimitero San Lazzaro di perpetuo ci sono solo cappelle e sepolture fino alla seconda guerra mondiale. Le cappelle costruite negli ultimi sarebbero invece in pochi a volerle. Il costo si aggirerebbe infatti attorno alle 36 mila euro per 8-10. Tumulazione che nella città dei papi, al netto delle spese per il funerale di cui si occupano le imprese funebri e del prezzo del loculo di cui si è già detto, costerebbe 196 euro più due marche da bollo di 16 euro. La stessa cosa varrebbe per l’apertura tomba. Per essere sepolti nel campo comune, dipende dalla propria condizione sociale e di reddito, non si paga niente.
Viterbo – San Lazzaro – Il tetto del cimitero nuovo
Girando inoltre per il San Lazzaro ci si imbatte anche in tombe distrutte anni fa, sembra per la caduta di un albero, e lasciate lì, ridotte in macerie. Delimitate da un recinto di plastica arancione.
Ci si imbatte anche in tombe sollevate dalle radici degli alberi, tombe sommerse dall’erba, loculi utilizzati come rimessa per i contenitori dell’acqua e lapidi antiche, come quelle lungo i muri dove ci sono quelle della Viterbo ottocentesca e dei primi del Novecento con i nomi di arditi, antifascisti, persone ammazzate dai nazisti, Cesare Pinzi e i primi ritratti fotografici della storia, destinate al degrado più completo. Niente male neanche il tetto, pare in plexiglass, del cimitero nuovo. Alcune parti è come se si fossero sciolte al sole.
Viterbo – San Lazzaro – Un loculo utilizzato come rimessa dei contenitori dell’acqua
Poco confortante anche la situazione vicino al campo comune, tra la zona nuova e quella monumentale. Lì accanto, fino a qualche giorno fa, c’era una vera e propria discarica di materiali, tra cui un frigorifero per le birre… almeno così si potrebbe desumere dall’immagine pubblicitaria attaccata su uno dei lati.
Viterbo – San Lazzaro – Il giardino della memoria
Infine il Giardino della memoria dove, chi vuole, può disperdere le ceneri dei propri cari. A pochi metri di distanza c’è il crematoio dove nel 2024 sarebbero state fatte circa 3 mila cremazioni. Chi è di Viterbo non pagherebbe alcun diritto comunale, chi abita in provincia 100 euro a cremazione e chi viene da fuori 150.
Il Giardino è circondato dall’erba, nessuna indicazione per raggiungerlo e la fontana posta al centro, manco a dirlo, non funziona.
Daniele Camilli
Viterbo – San Lazzaro – Una tomba rialzata da una radice d’albero
Viterbo – San Lazzaro – L’area interdetta
Viterbo – San Lazzaro – La discarica vicino al campo comune
Viterbo – San Lazzaro – Accanto al giardino della memoria
Viterbo – San Lazzaro – L’area interdetta
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