Vitorchiano – (sil.co.) – Nadia chi? È la donna misteriosa in nome della quale si è messo nei guai tre volte un romano, denunciato nel 2017 e nel 2018 da due carabinieri della stazione di Valmontone e nel 2020 da un signore di Vitorchiano, che avrebbe perseguitato con una raffica di messaggi di minacce, accusandoli di avere una relazione con una certa Nadia, sconosciuta a tutte le vittime.
Polizia, squadra mobile
Il processo in cui è parte offesa il cittadino di Vitorchiano è ripreso mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi che ha ascoltato come testimone l’ispettore della squadra mobile di Viterbo che ha seguito il caso. Assente l’imputato, difeso dall’avvocato Francesca Vittori del foro di Roma, sostituita dal collega viterbese Paolo Labbate.
La vittima viterbese si è rivolta alla polizia a fine primavera del 2020, denunciando una raffica di telefonate anonime nel cuore della notte. In tutto sono state accertate 17 telefonate di minacce, tra mezzanotte e le quattro del mattino, tra il 22 maggio e il 5 giugno. Tutte in nome di Nadia, con cui, secondo l’ignoto interlocutore, avrebbe avuto una “liaison”, per cui gliela avrebbe fatta pagare.
“Veniva accusato di avere una relazione con una certa Nadia – ha spiegato l’ispettore – saputo dal gestore a chi era intestato il telefono, abbiamo scoperto che l’indagato inviava messaggi di minacce anche su Messenger da due profili Facebook con nomi diversi dal suo. Anche foto dal profilo Instagram di una certa Nadia, ignota al querelante. Tramite la banca dati in uso alle forze dell’ordine, abbiamo poi scoperto che l’imputato, nel 2017 e nel 2018, era stato denunciato per minacce analoghe da due carabinieri di Valmontone, anche loro accusati di avere una storia con una certa Nadia, che nessuno dei due sapeva chi fosse”.
Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato per sentire la parte offesa che nel frattempo non è stata reperita al suo vecchio indirizzo di Vitorchiano nè altrove nel comune, quindi andrà cercata altrove. Di Nadia nessuna traccia.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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