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Ronciglione - La vittima nel 1996 denunciò ministero e tre dipendenti della difesa - La causa civile per i danni si è chiusa. a marzo in cassazione

Chemical city, in fumo risarcimento a ciclista intossicato dal gas fosgene

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Ronciglione – (sil.co.) – Chemical City, era la mattina del 25 gennaio del lontano 1996 quando Umberto Aboaf uscì dalla sua casa di Vetralla e pedalò per una quindicina di chilometri costeggiando il lago di Vico e infilandosi nella provinciale che porta a Ronciglione. Mentre percorreva la strada inalò gas fosgene e ne rimase intossicato. Il gas proveniva dal vicino stabilimento militare dove, durante operazioni di inertizzazione di bombole di gas fosgene, si verificò una fuoriuscita del gas.


Ronciglione - La Chemical city

Ronciglione – La Chemical city


Del caso è tornata a occuparsi di recente la cassazione dopo che, nel 2012, Umberto Aboaf convenne dinanzi al tribunale di Roma, sezione specializzata per le imprese, il ministero della difesa e tre dipendenti che avrebbero dovuto assicurare lo sgombero delle aree circostanti lo stabilimento durante le operazioni e non vi provvidero, esponendo che rimase intossicato dal fosgene inalato, gas proveniente dal vicino stabilimento militare.

Le tre persone, rinviate a giudizio, erano state condannate dal tribunale di Viterbo nel 2002, ma prosciolte per prescrizione nel 2004, con sentenza divenuta definitiva. Aboaf chiese pertanto la condanna dei convenuti in solido al risarcimento dei danni. Domanda accolta con sentenza del 2018  dal tribunale di Roma che condannò i convenuti in solido al risarcimento del danno, quantificato in euro 6.060. Meno però della provvisionale di 10mila euro già liquidata nel 2019, che gli era stata riconosciuta dal tribunale penale di Viterbo in vista della quantificazione del risarcimento in sede civile. 

La corte d’appello di Roma con sentenza del 22 novembre 2023 accolse l’appello in punto di quantum debeatur, confermando la statuizione di sussistenza della responsabilità del ministero e dei suoi dipendenti, ritenendo che la sussistenza di un valido nesso di causa tra la inalazione di fosgene e il danno alla salute lamentato dell’attore dovesse desumersi dalle deposizioni raccolte nel procedimento penale, dalla cartella clinica redatta dai sanitari dell’ospedale dove Aboaf fu ricoverato nell’immediatezza del fatto, dalle tre e diverse perizie svolte sui fatti, una nel corso delle indagini preliminari, l’altro nel corso del dibattimento penale, la terza nel corso del giudizio civile di primo grado.

Le tre persone fisiche imputate del reato di lesioni colpose erano state però già condannate a pagare a Umberto Aboaf una provvisionale di 10mila euro liquidata nel 2019 per il danno patito, stimato all’esito del giudizio civile in 6.060 euro a fronte di una richiesta di 200mila euro. Da qui la compensazione in sede civile del credito risarcitorio vantato dal danneggiato col credito restitutorio vantato dall’amministrazione, con la condanna di Aboaf a restituire alla seconda la differenza nonché al pagamento degli interessi sulla somma dovuta.

Nella camera di consiglio dello scorso 28 marzo, inoltre, la cassazione, ha disposto la compensazione delle spese del primo grado di giudizio, condannando per l’effetto Umberto Aboaf a rifondere al ministero della difesa la metà delle spese di consulenza tecnica d’ufficio nonché alla rifusione in favore di ministero della difesa di 3500 euro di spese del giudizio di appello e a 2mila euro di spese del giudizio di legittimità. Non serve la laurea in matematica.


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7 giugno, 2025

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