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Tribunale - È il terzo caso che approda in tribunale nel giro di poche settimane

Stalking di vicinato, a giudizio trentenne recidivo denunciato da due donne

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Ronciglione – (sil.co.) – Davanti al tribunale penale di Viterbo il terzo caso di stalking “di vicinato” nel giro di poche settimane.

Stavolta a processo davanti al giudice Daniela Rispoli per atti persecutori è finito un 33enne di Ronciglione, che aveva soltanto 28 anni quando, il 23 maggio 2020, in pieno lockdown, è stato denunciato ai carabinieri da due donne del paese.

Presunte vittime due vicine di casa, una 45enne all’epoca dei fatti e l’altra invece di 73 anni, nel frattempo deceduta, residenti vicino l’abitazione del giovane nel centro dei Cimini sul lago di Vico. 

Scattate le indagini dei carabinieri coordinati dal pm Michele Adragna, emerse che il 22enne non era nuovo a condotte simili, tanto che a fine inchiesta gli fu contestata l’aggravante della recidiva infraquinquennale. 

L’uomo, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è accusato di avere “molestato e minacciato, con condotte reiterate” le parti offese “in modo da cagionare alle stesse un perdurante e grave stato d’ansia e di paura, tali da costringerle ad
alterare le proprie abitudini di vita, ed ingenerare in loro un fondato timore per la propria incolumità e specificatamente nel minacciarle, offenderle e nell’aggredirle verbalmente”. 


I precedenti: Accusato di stalking dalla vicina: “Minacce di morte pure se tiravo lo sciacquone”Erba tagliata e feci umane in giardino ma non era stalking, vicino di casa condannato per molestie – Perseguitata dal vicino di casa: “Mi ha perfino fatto trovare feci umane nel giardino” 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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5 giugno, 2025

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