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Tribunale - Truffa Caraibi - Parti civili gli eredi di un noto costruttore romano - Avrebbero perso l'ingentissima somma di 16 milioni di euro

Villaggio turistico fantasma in Nicaragua, dentista viterbese a processo per riciclaggio

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Viterbo – (sil.co.) – Dentista viterbese a processo per riciclaggio nell’ambito della maxitruffa immobiliare da 16 milioni di euro per la realizzazione in Nicaragua di un fantomatico villaggio turistico extralusso stile Costa Smeralda e di un parco eolico. Una truffa milionaria nella quale sarebbero caduti la ricca vedova settantenne e il figlio di un facoltoso costruttore romano nonché 117 piccoli risparmiatori, anche della provincia di Viterbo. 


Guardia di finanza

Guardia di finanza


Il processo all’odontoiatra si è aperto ieri davanti al collegio del tribunale di Viterbo con la testimonianza fiume di uno dei militari della guardia di finanza che si sono occupati delle indagini, da cui è emerso che il medico avrebbe avuto due conti correnti sui quali sarebbero transitate ingenti somme di denaro di provenienza illecita.

Parti civili gli eredi di un noto costruttore capitolino, la madre nel frattempo deceduta e il figlio di 55 anni, cui sarebbero state sottratte per l’appunto somme di denaro per il totale da capogiro di circa 16 milioni di euro.

Vittime del maxi raggiro internazionale – tra Roma, Milano e il Nicaragua – madre e figlio avrebbero avuto la sfortuna di imbattersi in due broker spericolati, con un corollario di professionisti senza scrupoli su cui ha indagato la procura di Milano, dai quali sarebbero stati convinti a effettuare gli investimenti azzardati. 

A gennaio 2018, per la bancarotta milionaria della Hi Real, nata dalle ceneri delle società pro Nicaragua, furono arrestate dalla finanza otto persone, tra cui sette manager e ben cinque viterbesi, tra i quali il titolare di una copisteria per le false obbligazioni. Tra loro anche il faccendiere viterbese Franco Maria Mattioli, 62 anni, ritenuto dalla pm lombarda Bruna Albertini il promotore di una associazione per delinquere finalizzata alla truffa, all’intestazione fittizia di beni, al riciclaggio, all’auto riciclaggio e appropriazioni indebite. 

Proprio nel corso di una perquisizione nell’abitazione viterbese di Mattioli, la guardia di finanza avrebbe rintracciato la documentazione, una serie di contratti, che secondo l’accusa incastrerebbero l’odontoiatra, indicato da Mattioli come socio occulto della società Santa Marta che avrebbe dovuti investire in Nicaragua, sui cui due conti sarebbero transitate somme versate dalla società da restituire, per tenerli buoni, a investitori che avevano messo soldi nel progetto Nicaragua.

Lo stesso imputato, secondo il finanziere, sarebbe stato a sua volta truffato, investendo nel progetto. Anche il dentista , dunque, sarebbe stato “uno dei tanti finanziatori di Mattioli”, peraltro mai perquisito né intercettato. 

Il processo riprenderà a novembre per sentire il figlio della ricca vedova del costruttore romano, caduto con la madre nel raggiro milionario. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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25 giugno, 2025

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