Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato un ventenne che soffrirebbe della sindrome di Hikikomori - Vittima una bambina di meno di 14anni - L'avrebbe ricattata per avere foto di nudo

Accusato di violenza sessuale in rete su una ragazzina, la madre lo difende: “Mio figlio isolato dalla realtà”

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:


Violenza sulle donne

Violenza sulle donne

Viterbo – Violenza sessuale virtuale su una minore tramite mezzi informatici, presunta vittima una ragazzina di meno di 14 anni.

È l’accusa gravissima di cui deve rispondere un giovane oggi 23enne, residente in Abruzzo, che nel 2021, quando aveva 19 anni, avrebbe abusato sessualmente di una adolescente della provincia di Viterbo agganciata in rete.

“Mio figlio vive completamente isolato dalla realtà. Si sentiva fidanzato con lei, ma non si sono mai visti. Si sono parlati solo on line, attraverso il telefonino, perché lui non aveva nemmeno il computer. È stata lei per prima a mandargli delle sue fotografie”, ha detto la madre in difesa dell’imputato, sostenendo che soffre di una patologia psichiatrica, suffragata da una consulenza di parte.

“Soffre della sindrome di Hikikomori, termine giapponese che significa ‘stare in disparte’ e viene utilizzato per indicare chi decide di ritirarsi dalla vita sociale non riuscendo più a discernere la realtà”, ha proseguito la donna, spiegando che il figlio “a due anni e mezzo è stato traumatizzato dall’abbandono da parte del padre, poi dai maltrattamenti all’asilo, dal bullismo perché era cicciottello alle elementari e infine è stata la volta del trauma più devastante di tutti, ovvero la bocciatura in prima media da cui non si è più ripreso”.

“Aveva 11 anni e voleva morire. L’ho salvato appena in tempo dal suicidio, mentre si stava lanciando dalla finestra. Da allora vive nel più completo isolamento, non esce mai di casa, ha un solo amico, è arrivato al terzo anno delle superiori studiando a casa col mio solo aiuto”, ha proseguito la donna, esponendo la storia del suo presunto fragilissimo figlio.  

Secondo il pm Michele Adragna, titolare del fascicolo, il 23enne avrebbe estorto alla minore immagini a sfondo sessuale, minacciandola di diffondere a terzi le sue foto. Da qui l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata.

Il collegio, alla luce della testimonianza della madre, ha disposto di ascoltare alla prossima udienza la consulente di parte, la psichiatra Ilaria Blaga, per poi valutare se disporre una perizia.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
1 luglio, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/