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Tribunale - È imputato di maltrattamenti aggravati, stalking e violenza sessuale - Parte civile la vittima

Cimici nel telefono delle figlie e radiotrasmittenti per spiare la ex, nei guai papà 36enne

di Silvana Cortignani
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Fausto Barili

L’avvocato di parte civile Fausto Barili

Remigio Sicilia

Il difensore Remigio Sicilia


Viterbo – Dopo che lei lo ha lasciato, avrebbe perfino munito le figlie minori di una radiotrasmittente con raggio di copertura di 200-300 metri per spiare la ex.

Quando stavano ancora insieme, invece, le avrebbe installato di nascosto sul telefono un programma per registrarne le conversazioni e una volta avrebbe anche occultato un tablet col registratore acceso sotto il divano per sapere cosa si diceva con la madre.

Sono alcuni dei motivi per cui è finito a processo col giudizio immediato davanti al collegio un 36enne dei Cimini, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, contro il quale lunedì la ex si è costituita parte civile con l’avvocato Fausto Barili.

Nel corso di undici anni di convivenza, dal 2010 al 2021, spesso ubriaco, avrebbe sottoposto la vittima, una 34enne, a ogni tipo di vessazione, fisica e psicologica, cercando inoltre di minarne la sicurezza e l’autostima, apostrofandola con parole tipo “balena”, “sei ridicola quando ti trucchi”, “non ti rendi conto di quanto sei brutta”.

L’imputato, sottoposto dallo scorso 18 dicembre al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa, è accusato di maltrattamenti in famiglia dal 2010 al 2021, di stalking dal 2021 al 2024 e di una violenza sessuale a giugno dell’anno scorso

Il “trucco” della radiotrasmittente alle figlie per spiare la madre rientra tra gli atti persecutori che il 36 enne avrebbe messo in atto dal 2021 ma quando la ex lo ha lasciato, fino all’anno scorso.

Per tre lunghi anni l’imputato avrebbe pedinato, molestato e minacciato la ex, accusandola di privarlo delle figlie e di essere una cattiva madre, sputandole sui piedi, insultandola davanti a loro, facendole scenate e riducendola in lacrime di vergogna davanti a estranei, piombando ai compleanni senza essere invitato, strappandole la bimba più piccola dalle braccia e trascinandosi dietro la più grande. 

In questo contesto di paura e spavento, il 23 giugno dell’anno scorso il 36enne avrebbe preteso di fare sesso con la ex, avventandosi su di lei per immobilizzarla quindi abbracciandola mentre tentava di sganciarle il reggiseno e le toccava il sedere, invitandola a salire in camera da letto. 

Il processo entrerà nel vivo fra qualche mese con la testimonianza della parte offesa. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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9 luglio, 2025

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