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Monterosi – (sil.co.) – Investimenti in orologi e preziosi, è ripreso ieri davanti al collegio del tribunale di Viterbo il processo per truffa aggravata all’imprenditore 46enne Riccardo Radicchi, originario di Bracciano ma da anni residente a Monterosi.
I fatti sono datati, risalgono al 2018, e con Radicchi sono imputati la moglie, i suoceri e altri sei presunti complici. Il 46enne, detenuto per altra causa da oltre tre anni, ha partecipato all’udienza in collegamento video dal penitenziario.
Dieci gli imputati, dieci le iniziali parti civili, diventate nove dopo la revoca di una delle costituzioni. Tra loro un’anziana di 94 anni e un uomo ultraottantenne, per i quali è stata accolta la richiesta di far testimoniare al loro posto i figli, a conoscenza degli investimenti fatti dai genitori, che loro stessi avevano caldeggiato fidandosi di chi li aveva proposti.
Tra i reati contestati a vario titolo agli imputati, oltre a una maxi truffa da tre milioni di euro, anche l’evasione fiscale per oltre 800mila euro e il riciclaggio. Per quanto riguarda in particolare le truffe, la gran parte, come rilevato dal collegio, si stanno avviando velocemente verso la prescrizione, mentre si potrebbe ancora arrivare a una sentenza di primo grado per altri reati.
Ieri sono stati sentiti altri due testimoni dell’accusa, due imprenditori del Nord Italia di 42 e 46 anni, coinvolti nella famosa società con attività nel settore delle aste e della compravendita di orologi preziosi. Uno dei due, che avrebbe solo sentito nominare Radicchi, avrebbe investito 50mila euro, ricevendo in cambio, il 15 maggio 2018, solo una provvigione di 12mila euro e poi più niente.
Radicchi, considerato un collaboratore dei clan malavitosi romani, è noto alle cronache perché a febbraio 2020, mentre stava esplodendo la pandemia di coronavirus, nel corso di un’operazione congiunta di polizia e finanza a Monterosi, furono messi i sigilli a una serie di beni mobili e immobili per un valore da capogiro. Rolex d’oro, soldi, gioielli, auto e una villa di lusso per oltre tre milioni di euro.
Per il prossimo 6 ottobre, il collegio ha disposto la citazione di tutti gli ultimi testimoni dell’accusa e dei testimoni delle parti civili, per poi proseguire con l’esame degli imputati che vorranno cogliere l’occasione per difendersi in aula davanti ai giudici.
Lo scorso mese di ottobre, nel frattempo, sono stati condannati in primo grado a dieci mesi di reclusione per truffa in concorso Radicchi, la moglie e il figlio di un’albergatrice di Folgarida che avrebbe fatto da “intermediario” tra Radicchi e la vittima. I fatti risalgono al 2019. Al centro un Rolex d’oro, acquistato per 7500 euro dalla parte offesa, cui non è mai stato consegnato. Né le sono stati restituiti i soldi.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

