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Tribunale - Dieci mesi da scontare in carcere, in concorso con moglie - A Viterbo è imputato anche per tre milioni di presunti investimenti truffa in preziosi

Compra Rolex per 7500 euro ma è una truffa, condannato l’imprenditore Riccardo Radicchi

di Silvana Cortignani
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Monterosi – Compra un Rolex pagandolo 7500 euro ma in cambio riceve solo un orologio falso, condannati per truffa in concorso l’imprenditore 45enne originario di Bracciano da anni residente a Monterosi Riccardo Radicchi, la moglie e il figlio di un’albergatrice di Folgarida che avrebbe fatto da “intermediario” tra Radicchi e la vittima. 


Polizia postale

Polizia postale – Foto di repertorio


Il processo si è concluso ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi, che in primo grado ha condannato i tre imputati a dieci mesi di reclusione ciascuno, che Radicchi dovrà scontare in carcere. Il giudice ha inoltre subordinato la sospensione della pena, concessa agli altri due, al risarcimento di 9500 euro in solido alla parte offesa, che si  è costituita parte civile, entro 90 giorni da quando la sentenza sarà diventata definitiva. L’accusa aveva chiesto un anno ciascuno per truffa premeditata in concorso.

A carico di Radicchi, moglie, suoceri e altri sei presunti complici è nel frattempo tuttora in corso a Viterbo un processo davanti al collegio per una presunta maxi truffa da tre milioni di euro legata a investimenti in orologi e preziosi, evasione fiscale per oltre 800mila euro e riciclaggio.

I fatti risalgono più o meno allo stesso periodo. Era l’11 aprile 2019 quando la presunta vittima della “truffa Rolex” ha sporto denuncia contro il terzetto. “A fine 2018 avevo confidato a una delle mie migliori amiche, titolare di un albergo a Folgarida dove mi recavo spesso, di avere ricevuto in eredità una discreta somma di denaro che avrei voluto investire in qualcosa di valore. Venne fuori che un imprenditore amico del figlio, Ricardo Radicchi, commerciava Rolex, così ci accordammo al telefono e il successivo 29 gennaio gli feci un bonifico da 7500 euro sul conto corrente intestato alla moglie”.

Del fantomatico Rolex nessuna traccia. “Chiesi la restituzione dei soldi ma non li ho più rivisti, anche se mi fu mandata la foto di un falso bonifico e una falsa mail della banca. Radicchi non l’ho mai incontrato di persona, ma mi incontrai alla stazione Tiburtina di Roma con il figlio della mia amica albergatrice, che prese tempo, dandomi a garanzia della restituzione dei 7500 euro un altro orologio che si è poi rivelato falso, come confermato dalla perizia tecnica disposta dal tribunale”.

In aula anche un agente del centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postale, il quale ha spiegato di avere trovato riscontri a quanto riferito dalla parte offesa in querela e conferma di rapporti non sporadici tra Radicchi e il figlio dell’ex amica fidata della vittima, un vero e proprio “gancio” secondo l’accusa, escludendo che quest’ultimo potesse essere a sua volta vittima di truffa, come sostenuto dalla difesa. 

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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19 settembre, 2024

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