Si è svolto ieri pomeriggio il secondo sopralluogo tecnico sul tratto di strada in cui, il 9 giugno scorso, ha perso la vita Leonardo Cristiani, 15 anni, dopo essersi schiantato in moto contro un albero in viale Trieste. L’indagine, aperta per omicidio stradale, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dell’assessore ai Lavori pubblici del comune di Viterbo, Stefano Floris, e del dirigente del settore VI, Luca Cosimi.



















Presenti al sopralluogo l’ingegnere Mario Scipione, consulente nominato dalla procura dal pubblico ministero Massimiliano Siddi, e il consulente di parte Massimiliano Arcangeli.
Alle operazioni hanno preso parte i legali Giuseppe Picchiarelli, per conto di Cosimi, e Giovanni Labate, difensore di Floris e il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti.
Caso Leonardo Cristiani – Luca Cosimi con il suo avvocato Giuseppe Picchiarelli
Presenti anche i genitori di Leonardo, Fabio Cristiani e Assunta Rocchetti. Dei due indagati, solo Cosimi ha partecipato di persona. Floris non si è visto.
L’area è stata analizzata con tecnologie avanzate, tra cui un drone e un laser scanner, fornito dalla società Global Service srl di Roma. “Lo strumento acquisisce una nuvola di punti tridimensionale della zona interessata, che verrà trasformata in un modello digitale dell’area”, ha spiegato un tecnico dell’azienda.
Caso Leonardo Cristiani – Gli avvocati Luca Mecarini e Francesca Matteucci, al centro il perito della procura Mario Scipioni
A rappresentare la famiglia Cristiani, l’avvocato Luca Mecarini, affiancato dalla collega Francesca Matteucci.
“Quello di oggi è un atto dovuto, previsto per garantire i diritti degli indagati, che hanno il diritto di partecipare a questo tipo di accertamenti – ha spiegato Mecarini subito dopo il sopralluogo –. Di per sé ha un valore relativo, ma resta un passaggio fondamentale per le indagini”.
“Il fatto che si sia passati da un fascicolo contro ignoti a un’indagine con nomi e cognomi ci fa pensare che le ipotesi di reato siano state delineate con maggiore chiarezza. E questo, più che soddisfazione, accresce il rammarico. Da subito ci è parso evidente che le condizioni della strada fossero precarie e inadeguate, e se ciò ha avuto un ruolo nella tragedia, è giusto che venga chiarito”.
Caso Leonardo Cristiani – Secondo sopralluogo – Il laser scan
L’avvocato ha sottolineato il valore delle analisi tecniche: “Questo è un punto di svolta. Solo con rilievi accurati e l’utilizzo della migliore tecnologia si potrà accertare se lo stato manutentivo della strada abbia avuto un’incidenza causale sull’incidente. Più strumenti si usano, più l’accertamento è solido e trasparente per tutti”.
L’avvocato Luca Mecarini
Sul piano della responsabilità, Mecarini ha aggiunto: “Vedremo cosa emergerà dalle indagini. Se dovesse essere confermato che organi tecnici o politici non hanno fatto ciò che erano tenuti a fare, e se saranno accertate responsabilità, è giusto che chi ha sbagliato risponda nelle sedi opportune”.
Stefano Floris
L’assessore Stefano Floris, pur non presente al sopralluogo, ha affidato la propria posizione a una nota:“Ho piena fiducia nella magistratura che saprà fare piena luce sulla vicenda. Desidero esprimere il massimo rispetto e partecipazione al dolore della famiglia di Leonardo”.
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Massimiliano Siddi. L’obiettivo è verificare se carenze nella manutenzione, segnaletica o condizioni del manto stradale abbiano avuto un ruolo nella dinamica dell’incidente mortale.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
















